8 marzo amaro per le donne in cerca di lavoro. Tasso di occupazione femminile in Italia al 47,1%. In Sicilia al 28%

Diminuisce di un punto percentuale il tasso di occupazione femminile e negli ultimi tre anni gli indici nazionali si rivelano in caduta libera. In Italia il tasso di occupazione femminile nel 2012 è stato del 47,1% in Sicilia del 28%, a Catania del 27 %. Nel 2010 il tasso di occupazione femminile era in Italia del 46%, in Sicilia quasi del 29% e a Catania del 28%. L’Ires Cgil di Catania divulga i dati curati dal segretario Tuccio Cutugno, sul lavoro al femminile alla vigilia della Giornata internazionale della donna che la Camera.

Catania detiene un primato negativo nel contesto nazionale e positivo se paragonato alle altre città siciliane: nel capoluogo etneo la disoccupazione femminile è tra le più  alte d’Italia, ma tra le più basse della Sicilia, il primato tocca a Trapani con un tasso del 24,4%. Le donne in cerca di occupazione censite nel 2012 sono 24 mila il 18,8% della forza lavoro (20,6% in Sicilia; 11,9% in Italia ), erano 18 mila nel 2010 per un tasso di disoccupazione del 14,5%. La disoccupazione diagnosticata dalla statistica nell’arco di tre anni nella nostra provincia registra una cresciuta di ben 4 punti e mezzo.

Per le giovani donne dai 15 ai 24 anni il dato è  ancora più allarmante: in Italia il tasso di occupazione delle ragazze tra i 15 e i 24 anni è del 15,75% nel 2009 era del 19,59%, in Sicilia nel 2012 è del 9,39% a Catania del 8,35% era del 9,54 nel 2010. Per avere un dato di confronto significativo a Bolzano il tasso di occupazione delle donne tra i 15 e i 24 anni è del 34,36%, per consolarci c’è però chi sta peggio: a Crotone è del 3,55%.

A questo dato bisogna aggiungere quello delle lavoratrici scoraggiate, le cosiddette inattive – quelle che non lavorano e che un lavorano non lo cercano più. L’ISTAT dice che le non forze lavoro al femminile a Catania sono circa 370 mila, per un tasso di inattività  delle donne tra i 15 e i 64 anni del 65,6%. Il tasso di inattività  per le ragazze dai 15 ai 24 anni che non studiano, non hanno un lavoro né lo cercano, invece è del 81,58%. Alto come nel resto d’Italia 75% e della Sicilia 80,41%.

Al dato statistico delle donne inattive bisogna aggiungere quello delle lavoratrici precarie e quello difficilmente rilevabile di quelle che hanno un lavoro irregolare e di quelle che lo hanno precario e scarsamente remunerato.

Le lavoratrici parasubordinate nella provincia di Catania nel 2011 ( dati INPS ) erano 11.414 pari al 55,63% degli addetti complessivi, con un reddito medio annuo di poco meno di 6.500 euro. Le parasubordinate di età inferiore ai 25 anni 2.646 con un reddito medio annuo di 2.500 euro.

“Le analisi ufficiali ci segnalano che le donne in Italia sono una grande risorsa non ancora pienamente utilizzata.- sottolinea Cutugno- La Banca d’Italia stima che se l’occupazione femminile raggiungesse l’obiettivo europeo del 60%, il Pil crescerebbe del 7%. Il maggiore reddito delle donne contribuirebbe non solo al benessere familiare ma anche al gettito fiscale e previdenziale. Ma i numeri segnalano un grave dramma legato al lavoro “in rosa” e Catania purtroppo non fa eccezione”.

Negli ultimi 3 anni la disoccupazione generale in Sicilia (dati statistici ISTAT ) è passata dal 14,7% del 2010 al 18,6% del 2012, a Catania dal 12% al 16,3% e contemporaneamente rimane altissimo il numero di coloro che non lavorano ne lo cercano con un tasso di inattività complessiva del 51,5% nel 2012 a Catania e del 49,2% in Sicilia.

Alessandra Bonaccorsi

Autore: Alessandra Bonaccorsi

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