Pmisicilia: attivare il “rating del malaffare”

«Natale Giunta, noto imprenditore della ristorazione, si è ribellato al “pizzo” tra il plauso generale al quale aggiungiamo anche il nostro, pieno e incondizionato – afferma Umberto Terenghi, vicepresidente di Pmisicilia – Una scelta coraggiosa che ha anche permesso di far arrestare gli estorsori. Ma attenzione: i successi raggiunti nella lotta al “pizzo”, che rimane comunque una delle forme più efferate della criminalità alla quale sono esposti soprattutto i commercianti, non devono indurre la politica, in particolare il governo Crocetta, a disinteressarsi di un altro e ben più raffinato “pizzo”, di proporzioni devastanti, che si realizza quando l’impresa non è vittima, come avvenuto nel caso di Natale Giunta, ma è correa. Abbiamo più volte simbolicamente indicato questo fenomeno, diffuso soprattutto quando sono in ballo risorse pubbliche, come un quadrato fatto di quattro vertici: mafia, malapolitica, burocrazia infedele e imprese corruttrici. Si tratta di un sistema che investe tutto lo scibile degli affari, in particolare gli appalti pubblici, le energie alternative, la gestione delle società partecipate, l’assalto ai posti chiave dell’economia. Un sistema messo in atto da imprenditori insospettabili, non necessariamente mafiosi, ma che della mafia si servono per raggiungere i loro affari lucrosi. Compito della politica, ma anche delle associazioni di categoria, è quello di snidare questi imprenditori e puntare i riflettori su questo fenomeno. Per questo lanciamo la proposta di attivare accanto al rating mafioso anche un “rating del malaffare”».

Autore: Economia Sicilia

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