Agrigento. Fit Cisl su vertenza T.UA azienda di trasporto di Agrigento: “ lavoratori attendono ancora gli stipendi, vogliamo risposte”

“Ci stiamo battendo affinché i proprietari della T.U.A. l’azienda di trasporto di Agrigento, possano iniziare a pagare gli stipendi arretrati dei lavoratori che attendono dal mese di novembre, prima che il sindaco provveda a girare le somme che sono allocate in un capitolo di spesa, anticipando le somme”. Ad affermarlo è Salvatore Girgenti Segretario regionale Fit Cisl Responsabile Area contrattuale autoferrotramvieri,  intervenendo sulla vertenza dei lavoratori dell’azienda di trasporto di Agrigento la T.U.A da novembre senza stipendio. “Abbiamo fatto tutto ciò che ci compete ed è nelle nostre possibilità, abbiamo allertato le Prefetture, le istituzioni assieme alla Uil regionale effettuato presidi, manifestazioni e cortei, ma va riconosciuto che la situazione economica regionale o meglio nazionale non è tra le più floride. Intanto l’azienda è in perdita , gli incassi diminuiscono da 3 mila a mille euro al giorno e le corse urbane sono state ridotte a danno dei cittadini”. Girgenti aggiunge “La cosa che disturba è che qualche ‘saltinbanco’ – aggiunge Girgenti – che viaggia da un sindacato ad un altro, fa dichiarazioni che risultano la ‘scoperta dell’acqua calda’, diffondendo notizie sullo stato della vertenza che sono facilmente leggibili sul sito della Regione, giocare sulla buona fede di chi ha problemi seri di sopravvivenza come i dipendenti dell’Azienda Tua é davvero deplorevole”. “L’azienda attende un corrispettivo dal 2011 dal comune – ha aggiunto Mario Stagno Segretario Generale Fit Cisl Agrigento Caltanissetta Enna – ancora non erogato nonostante ci sia notizia del trasferimento delle somme dalla Regione al comune sino a maggio 2012, ci chiediamo il perché e vorremmo delle risposte”. Girgenti conclude: “la situazione attuale del Tpl in Sicilia non è tra le più floride, un pò per le inottemperanze della Regione Siciliana che non ha effettuato i versamenti dei contributi che permettono alle aziende di potere effettuare il servizio sociale a cui sono comandati e un pò per il taglio del 20% sui contributi del settore. Chi soffre più di tutti questa situazione sono i dipendenti che come atto coercitivo delle aziende non ricevono gli stipendi, un ritardo ormai di mesi e mesi, come avviene in tante aziende del settore e la situazione è diventata oltremodo insopportabile”.

Autore: Economia Sicilia

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