Confindustria: Giorgio Cappello presidente Piccola industria Sicilia

“Siamo in piena emergenza: migliaia di piccole e medie imprese sono ormai alla canna del gas e l’emorragia occupazionale sta raggiungendo livelli di allarme sociale. Un nuovo modello di sviluppo industriale della Sicilia e’ possibile. Noi non ci sottrarremo al confronto e proponiamo la nostra ricetta per fare uscire le imprese dal tunnel e rilanciare l’occupazione”. E’ uno dei passaggi del discorso programmatico di Giorgio Cappello, eletto oggi a Palermo presidente della Piccola industria di Confindustria Sicilia. Cappello, 43 anni, ragusano, al vertice del Gruppo industriale “Cappello Alluminio”, e’ stato presidente dei giovani industriali siciliani e componente della giunta nazionale di Confindustria ed e’ un attento conoscitore del sistema delle piccole e medie imprese siciliane. “Sappiamo bene – spiega – che la crescita e lo sviluppo della Sicilia non possono prescindere dalle capacita’ progettuali dei diversi attori della comunita’ e noi vogliamo svolgere fino in fondo il nostro ruolo di promotori di nuove idee e di progetti di nuova generazione Consideriamo la green economy e la valorizzazione delle eccellenze siciliane e dei marchi storici dell’Isola- continua Cappello- temi di grande respiro per un nuovo modello di sviluppo industriale siciliano che insieme alla promozione dell’ambiente, del turismo e la riqualificazione delle forze occupazionali in linea con il nuovo modello di sviluppo aiuteranno la Sicilia a crescere e competere nei mercati internazionali”.

Dieci i punti chiave del programma di Cappello: dalla legalita’ e sicurezza per lo sviluppo agli interventi per la green economy, dall’ internazionalizzazione alle misure sul fronte del credito, alle infrastrutture ma soprattutto la semplificazione amministrativa dei procedimenti autorizzativi e la lotta alla corruzione ed agli sprechi della politica e della pubblica amministrazione, per attrarre investimenti produttivi e rilanciare lo sviluppo economico e sociale dell’isola. “Penso – conclude Cappello – che l’integrazione tra pubblico e privato assumera’ nei prossimi anni un ruolo sempre maggiore nello sviluppo della nostra Regione. Infatti il settore pubblico non riesce piu’ a svolgere il proprio ruolo trainante negli investimenti di pubblica utilita’ come in passato, a causa dei continui vincoli finanziari (patto di stabilita’) cui e’ sottoposto. Inoltre, la carenza di risorse finanziarie, ha determinato negli enti locali la necessita’ di ridurre le spese correnti nella gestione della cosa pubblica. Di contro, il settore privato e’ alla ricerca di nuove opportunita’ di business e pertanto guarda con sempre maggiore attenzione alle potenziali sinergie con il settore pubblico anche sul fronte occupazionale”. (ITALPRESS)

Autore: Economia Sicilia

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