Salute: Agrigento, farmacisti a confronto sul futuro della professione

Farmacisti a confronto ad Agrigento sul tema “Nuova remunerazione, redditivita’ della farmacia, prospettive future”. Il convegno e’ stato organizzato dall’Ordine dei Farmacisti della Provincia, presieduto dal segretario della Fofi, Maurizio Pace, e dalla Federfarma provinciale guidata da Claudio Miceli. All’ordine del giorno l’impatto della riforma della remunerazione prescritta dalla spending review. A illustrare nel dettaglio la natura e le implicazioni dell’accordo uscito dal tavolo di lavoro coordinato dall’Aifa – e oggi ancora bloccato – sono stati Giovanni Petrosillo, presidente di Federfarma Bergamo e amministratore delegato di Promofarma, e Giovanni Loi, commercialista dello Studio Brunello. Palpabile, tra i presenti, l’impatto dei dati presentati dai relatori, e “schiacciante l’impressione – e’ stato detto nel corso del convegno – che si voglia rinchiudere una prestazione professionale strategica nella tutela della salute in due euro e pochi centesimi”. “Il nuovo scenario della remunerazione – ha spiegato Miceli – ha almeno il merito di mettere a nudo le attuali difficolta’ della farmacia italiana”. “Da questo punto di vista – ha aggiunto Maurizio Pace – il nuovo modello costituisce un utile shock: e’ il segnale che l’attivita’ del farmacista che opera nelle farmacie di comunita’ deve sempre piu’ caratterizzarsi in senso professionale. E’ quanto la Federazione degli Ordini sostiene da anni, anche con iniziative concrete, prima di studio e analisi e oggi anche di sperimentazione”. A confermare la tesi di Pace e’ stato l’intervento di Andrea Manfrin, farmacista, docente della Medway School of Pharmacy dell’Universita’ del Kent (GB). Manfrin, che e’ il coordinatore della sperimentazione nelle farmacie italiane dell’MUR, ha illustrato come nel resto d’Europa, ma anche Oltreatlantico, la farmacia si vada sempre piu’ caratterizzando come un centro di servizi in cui la dispensazione del farmaco e’ accompagnata da prestazioni professionali volte ad aumentare l’aderenza alla terapia da parte del paziente, la sicurezza dell’uso del farmaco, la personalizzazione del trattamento farmacologico. Una strada che permette alla farmacia di essere remunerata per le prestazioni, a cominciare dalla dispensazione dei medicinali, che rende a vantaggio della cura del paziente. “E’ finita l’epoca del farmacista mero dispensatore dei successi altrui – ha concluso Maurizio Pace – e si apre la fase della valorizzazione della professionalita’, del farmacista come specialista del farmaco. E’ l’unica via per garantire nel contempo una prestazione ancora migliore ai cittadini, la sostenibilita’ economica delle farmacie come servizio pubblico e anche per debellare l’abusivismo. Se si esalta la componente professionale della dispensazione e se la si correda di altri atti professionali e’ evidente che e’ solo ‘il camice bianco’ l’unico interlocutore del paziente”. (ITALPRESS)

Autore: Economia Sicilia

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