La crisi economica a livello globale rallenta ma non frena la crescita del turismo

Una nube di incertezza si muove attorno al futuro del turismo mondiale. Se fino a pochi anni fa le previsioni sulla crescita del settore erano unanimi e giungevano a intervalli regolari, negli ultimi tempi, complice soprattutto il perdurare della crisi economica a livello globale, è più difficile tracciare un quadro preciso. Soprattutto sulle prospettive a breve termine. Solo qualche giorno fa, il World Tourism Barometer dell’UNWTO ha previsto che nel 2013 il turismo continui a crescere, ma a ritmi meno sostenuti (tra il 2 e il 4%) rispetto a quanto registrato nell’ultimo periodo. Sul fronte dell’industria aerea, la Iata ipotizza un trend leggermente migliore rispetto alle performance attuali. A parere della Iata, la situazione economica europea non dovrebbe andare fuori controllo; gli USA dovrebbero riuscire ad evitare il rischio del fiscal cliff mentre l’economia cinese, vero traino dell’economia mondiale, dovrebbe finalmente stabilizzarsi. A livello nazionale si è invece sbilanciato il Ciset nel corso della XII Conferenza Ciset-Banca d’Italia dello scorso aprile 2012. Secondo l’Istituto veneto il mercato nel breve termine sarà sempre più orientato verso il turismo internazionale, con una crescita degli spostamenti intercontinentali. La propensione alla spesa turistica sarà sostenuta soprattutto dalle fasce a reddito medio-alto mentre i turisti delle fasce di reddito medio-basse tenderanno a contrarre i consumi rivedendo le modalità di viaggio privilegiando le mete a corto raggio, short break ed escursionismo. Sul lungo termine, l’Unwto prevede che tra il 2010 ed il 2030 il movimento dei turisti nel mondo crescerà di 43 milioni l’anno. Nel 2030 i turisti saranno 1,8 miliardi. Gli spostamenti saranno sempre più a lungo raggio, mentre i Paesi emergenti vedranno aumentare il movimento inbound sino a superare i Paesi avanzati. Inoltre, secondo il World Travel & Tourism Council, il contributo dell’industria dei viaggi e del turismo al PIL globale crescerà del 54% nei prossimi 10 anni sino a raggiungere circa il 3% del PIL globale. Secondo le stime del WTTC, inoltre, il settore turistico nello stesso periodo riuscirà a generare 21 milioni di posti di lavoro, portando il numero complessivo dei lavoratori del comparto a 120 milioni (più del 3% del mercato totale del lavoro). Tuttavia gli ultimi indicatori del WTTC stanno in parte ridimensionando queste ottimistiche previsioni. Questi gli scenari futuri del turismo con i quali deve confrontarsi il sistema Italia interrogandosi sui suoi punti di forza e di debolezza e le azioni da intraprendere per affrontare la crisi. Un tema che sarà analizzato e dibattuto venerdì 23 novembre a Palermo, al Grand Hotel Villa Igiea, nel corso del convegno ‘Tourism Forecasts: strategie oltre la crisi’ da alcuni esperti e manager di livello internazionale. Intanto Alain Duperays, responsabile dell’Unità Turismo dell’OCSE, che esamina l’efficienza delle politiche turistiche dei Paesi membri e analizza i principali fattori di crescita turistica e competitività. Poi Tahiyya Jurdine, research analyst di Euromonitor International. Euromonitor conduce periodicamente ricerche in vari Paesi su diversi settori industriali, compreso il turismo. Complementari saranno le indicazioni fornite da Gabriele Burgio, presidente di Alpitour, il più grosso tour operator nazionale e Giorgio Palmucci, presidente Associazione Italiana Confindustria Alberghi, l’associazione a cui aderiscono dal 1° ottobre 2012 sia le catene alberghiere che gli hotel indipendenti. Infatti i loro osservatori sono puntati sui mercati internazionali, ed a stretto contatto con una rete diffusa sui territori, tutti costretti a misurarsi quotidianamente con gli altri attori del sistema turistico europeo. Con questo evento, ARTÙ’, Associazione Ricercatori TUrismo, vuole fare un primo focus da ampliare e dibattere con i circa 2.000 ricercatori italiani con cui abitualmente interagisce sui social network. Una occasione d’incontro e confronto che si svolge a Palermo in Sicilia, come auspicio per la rinascita turistica dell’intero territorio considerato il nuovo corso politico avviato in diverse amministrazioni locali.

Autore: Economia Sicilia

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