Il nuovo tributo locale Res: la raccolta rifiuti e i servizi aumenteranno in Sicilia in media del 320%

Entrerà in vigore il prossimo 1° gennaio 2013 il nuovo tributo locale sui rifiuti e sui servizi, denominato RES, e che  il decreto Salva Italia ha previsto in sostituzione di ben 3 tributi diversi: la Tarsu e la TIA1 e TIA2.

A partire da questa data saranno, pertanto, abrogate:

1)  la TARSU di cui al D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507;

2)  la Tariffa di Igiene ambientale (TIA1) istituita con il D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22;

3   la Tariffa Integrata (TIA2) istituita con il D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152.

“Nel fare una stima approssimativa, ma molto vicina alla prossima realtà, Confcommercio ha registrato percentuali iperboliche di incremento della tassazione – dice Roberto Helg, Presidente di Confcommercio Palermo – che in una situazione economica come quella attuale avranno certamente effetti devastanti sulle imprese”.

A partire dal 1° gennaio 2013, infatti, in tutti i comuni del territorio nazionale si applicherà il nuovo tributo RES, a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa dai comuni, e dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni (“servizi” per la sicurezza, l’illuminazione e la gestione delle strade). In attesa dell’emanazione del regolamento ministeriale, troverà applicazione il D.P.R. n. 158/1999 sulla TIA e pertanto la maggior parte dei comuni italiani, che sono ancora in regime di TARSU, passeranno direttamente al RES utilizzando i coefficienti previsti dal regime tariffario TIA.

Il D.P.R. n. 158/1999 rappresenterà, dunque, l’unica disciplina di riferimento per il 2013 visto che il nuovo regolamento, anche se venisse adottato entro la fine dell’anno in corso, avrà efficacia solo dopo un anno dalla data di pubblicazione. Il 1° gennaio 2013 ci ritroveremo, pertanto, in una situazione già vissuta al momento dell’introduzione della TIA e del conseguente passaggio da parte di alcuni comuni dalla TARSU alla TIA. Nel RES si verificherà, dunque, una completa traslazione dei principi e dei coefficienti contenuti nel DPR 158/1999, i cui coefficienti potenziali di produzione, forniti per calcolare la parte variabile della tariffa da attribuire alle categorie di utenza non domestica, hanno già marcatamente evidenziato il loro totale scollamento dalla reale produzione di rifiuti delle varie categorie economiche. Incrementi che rispetto al passaggio tariffario TARSU/TIA saranno ancor più elevati visto che a questi andrà aggiunta la quota servizi introdotta dal nuovo tributo.

“Il passaggio al nuovo tributo – aggiunge Helg – dal 1° gennaio 2013 segnerà un aumento di fiscalità notevole che graverà non solo sul sistema imprenditoriale ma in generale sul sistema Paese con conseguenti effetti  in termini di riduzione dei consumi”.

Per verificare nel dettaglio l’andamento delle maggiorazioni tariffarie previste sul territorio nazionale sono stati analizzati i dati di 6 regioni campione (due del Nord, due del Centro e due del Sud), tra cui la Sicilia. Vediamo, dunque, una tabella di che riguarda la regione Sicilia, dove si registra un incremento medio della tassazione del 320%.

In attesa dell’emanazione dell’apposito regolamento ministeriale, l’entrata in vigore del nuovo regime tariffario RES (costituito da due componenti, rifiuti e servizi) dal 1° gennaio 2013 comporterà, dunque, come si legge chiaramente,  un aumento spropositato delle tariffe sui rifiuti calcolate sulla base dei coefficienti contenuti nel DPR 158/1999. Dalle elaborazioni Confcommercio emerge, infatti, un incremento medio dei costi per il servizio urbano dei rifiuti del 290% a livello nazionale e per alcune tipologie di attività incrementi medi superiori al 400%, come per la ristorazione, o addirittura al 600%, come per l’ortofrutta e le discoteche.

“Prima di attuare il passaggio verso il nuovo tributo Res, e in attesa dell’emanazione del regolamento ministeriale – conclude Helg -, andrebbero fatte tutte le opportune verifiche affinché non si produca un aggravio talmente pesante da porre le imprese, in particolar modo le piccole e medie di settori strategici, come quelle che operano nel turismo e nella ristorazione, in una condizione di grande vulnerabilità”.

È necessario, infatti, ridisegnare gli indici e le voci di costo che determinano i coefficienti in termini di ripartizione tra quota fissa e variabile e tra componente domestica e non domestica. E allo stesso modo è importante formalizzare specifiche linee guida tecnico-operative che individueranno un range di costi a totale copertura del servizio, affinché anche questa voce possa venire imputata, da parte dei comuni, in maniera uniforme sul territorio.

Autore: Economia Sicilia

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