Ammortizzatori in deroga, due giorni di proteste Cisl

Due giorni di mobilitazione regionale con manifestazioni, martedì 6 davanti alle nove prefetture dell’Isola e mercoledì 7 davanti agli uffici provinciali del Lavoro, sono stati indetti dalla Cisl Sicilia che rivendica il finanziamento degli ammortizzatori in deroga per il 2012. “Non se ne ha più notizia”, denunciano Maurizio Bernava e Giorgio Tessitore, segretario generale e componente della segreteria regionale Cisl. Il sindacato si dice “preoccupato per gli ultimi infruttuosi incontri tra Regione siciliana e ministero del Lavoro e perché la quota di finanziamento disponibile per il 2012 si sta riducendo rapidamente per effetto delle assegnazioni che il ministero continua a fare alle altre Regioni”. 
“Il 16 ottobre, in occasione dell’ultimo incontro che abbiamo avuto col dirigente generale del dipartimento lavoro della Regione, Anna Rosa Corsello, abbiamo appreso – si legge in una nota – della disponibilità del ministero a erogare 50 milioni di euro che, per le nostre insistenze, dovrebbero essere elevati a 65 milioni”. In quell’occasione, ricorda la Cisl, “abbiamo chiesto che fossero sbloccati i pagamenti dei decreti già inviati all’Inps e di far ripartire le procedure presso gli uffici provinciali del Lavoro seguendo rigorosamente l’ordine di presentazione delle domande per evitare disparità di trattamento, e nel rispetto dei più elementari principi del diritto e delle decisioni assunte in passato dalla commissione regionale per l’Impiego”. 
Ora la situazione è “estremamente allarmante”, protestano Bernava e Tessitore. Non solo perché, stando all’assessorato regionale, “sulla base di un monitoraggio al 13 settembre ~sarebbero necessari altri 99 milioni 738 mila 472,36 euro”. Il punto, sottolinea la Cisl, è che “siamo già alla fine dell’anno e, caso unico, non c’è alcuna certezza di copertura delle istanze del 2012”. 
Il sindacato segnala pertanto la miriade di lavoratori di piccole e medie imprese in crisi, “costretta in condizioni di estremo disagio” e, segnatamente, “la vicenda assolutamente insostenibile degli operatori della formazione professionale che non ricevono stipendio da almeno un anno”. 
Da qui la protesta di martedì e mercoledì, per chiedere ai rappresentanti del governo nel territorio “di farsi interpreti presso l’esecutivo nazionale di questa situazione ormai gravissima”, tuona la Cisl.

Autore: Economia Sicilia

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