Agroalimentare: Pac, Ciolos”non ci sono più margini manovra su negoziati”

Da Budapest, che ha ospitato il congresso degli agricoltori e delle cooperative dell’Ue (organizzato da Copa e Cogeca), sono arrivate indicazioni importanti sul futuro della Pac e sull’importanza della ricerca nel comparto primario. La futura dotazione finanziaria alla politica agricola europea (Pac) e la ripartizione tra gli Stati membri dei fondi 2014-2020 rischiano di avere ancora pochi punti fermi. Il commissario alla politica agricola Ue Dacian Ciolos, ha messo in guardia i partecipanti al congresso. “Sento nuovamente circolare idee pericolose. Certi restano dell’idea che la Pac ha dei margini di manovra, ma non ce ne sono piu’ – ha detto Ciolos -. Bisogna mobilitare gli Stati membri e il Parlamento Ue affinche’ confermino la proposta della Commissione europea sul futuro bilancio 2014-2020”. Il presidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, ha ammesso che nel negoziato sulla riforma della Pac c’e’ ampia convergenza su alcuni concetti di fondo, ma “la concomitanza del negoziato sul bilancio Ue 2014-2020 non facilita il percorso per la definizione della nuova Pac”. “Maggiori risorse allo sviluppo dei programmi operativi delle organizzazioni dei produttori” sono state chieste da Mariano Corsini (Alleanza delle cooperative). Secondo Corsini “occorre lottare con tutte le nostre forze per mantenere le risorse finanziarie oggi a disposizione dell’agricoltura. C’e’ bisogno di uno sforzo comune di tutte le organizzazioni europee per far capire all’opinione pubblica e ai legislatori europei quanto sia utile sostenere l’agricoltura per consegnare alle prossime generazioni un futuro sostenibile dal punto di vista ambientale e soprattutto per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari alla popolazione mondiale che e’ in continua crescita demografica”. Sul fronte della ricerca, i partecipanti hanno ribadito l’importanza di quest’ultima in particolar modo per risolvere il problema della sicurezza degli approvvigionamenti alimentari. Le sfide che la ricerca dovra’ vincere sono diverse. Tra queste: aumentare le rese, diminuire il livello di mortalita’ degli animali in allevamento e ridurre l’impatto ambientale delle colture. “Vogliamo una ripartizione della dotazione finanziaria che sia rispettosa degli interessi delle imprese agricole italiane: ossia che dia corretta soddisfazione a quello che l’Italia rappresenta in termini di agricoltura in Europa. Il Governo in generale si rifiuta di posizionarsi a priori a difesa di quello o di quell’altra soluzione”. L’idea sul futuro della Pac del ministro per le Politiche agricole, Mario Catania, e’ molto chiara. Ed e’ stata espressa anche al commissario Ue per l’agricoltura Dacian Ciolos, incontrato a Bruxelles. “L’inevitabile riduzione delle risorse disponibili e il calo di redditivita’ dell’agricoltura rendono necessaria una revisione dei principi di ripartizione dei fondi Ue della Politica agricola comune – ha spiegato Catania – Questi ultimi dovranno in futuro essere riservati solo ai soggetti agricoli a tutto tondo, quelli cioe’ che vivono di agricoltura a tempo pieno”. La Commissione europea sembra riconoscere che esiste un problema italiano in termini di equilibrio tra entrate e spese di bilancio e che bisogna trovare delle soluzioni. “Ciolos ha compreso – ha spiegato il ministro – che anche la Pac deve fare la sua parte nelle varie risposte all’Italia. Un passaggio non trascurabile in quanto il responsabile dell’agricoltura europea avrebbe potuto chiamarsi fuori e dire che il problema non e’ suo”. (ITALPRESS)

Autore: Economia Sicilia

Condividi questo articolo su
WP2FB Auto Publish Powered By : XYZScripts.com