Sicilia, l’isola del solare termodinamico

Una fonte rinnovabile continua, che fornisce energia anche di notte, che si può fare in Italia (soprattutto nel sud) e nel Mediterraneo con rese immensamente maggiori al resto d’Europa, che dà lavoro a una grande quantità di persone in fase di costruzione e di funzionamento. E’ il solare termodinamico, una tecnologia tutta italiana (a lanciarla, nella sua versione più innovativa che prevede sali fusi al posto del meno efficiente e potenzialmente inquinante olio, fu il premio Nobel Carlo Rubbia, all’epoca presidente dell’ENEA) su cui il nostro Paese ha attualmente un vantaggio competitivo. Una tecnologia che i recenti decreti governativi sulle rinnovabili hanno scelto di sostenere e che può dare un contributo decisivo al mix nazionale di fonti rinnovabili compatibili con il paesaggio e la sensibilità sociale. E per avviare la fase di vero e proprio lancio, il mondo produttivo e sociale sceglie la Sicilia, futura possibile capitale del solare termodinamico. Con una nuova modalità: partire dai bisogni dei cittadini e del territorio e non da piani industriali calati dall’alto. Per questo, nel convegno “Sicilia, l’isola del Solare termodinamico” si firma oggi la Carta del Sole, un patto tra territorio e impresa per una energia che può contribuire a rilanciare il sistema produttivo siciliano e a fornire una fonte locale di energia per i cittadini, oltre a formare lavoratori specializzati e knowhow esportabile.

 Queste, in sintesi, le linee emerse dal convegno “Sicilia, l’Isola del Solare termodinamico. Carta del Sole, un patto per l’energia tra territorio e industria”, organizzato da ANEST (Associazione Nazionale Energia Solare Termodinamica) e FRED Sicilia (Forum Regionale per l’Energia Distribuita)in partnership con Confindustria Sicilia e Fondazione Sicilia nell’ambito dell’iniziativa su “Il modello energetico siciliano, occasione per l’Europa e il Mediterraneo”. All’iniziativa hanno partecipato tra gli altri il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini (in videoconferenza), il presidente di ANEST Gianluigi Angelantoni, il vicepresidente di Confindustria Sicilia Giuseppe Catanzaro, il presidente della Fondazione Sicilia Giovanni Puglisi, la segretaria della Cgil Sicilia Mariella Maggio, il commissario ENEA Giovanni Lelli, il responsabile del FRED Sicilia Alfio La Rosa, oltre ad alcuni candidati alla presidenza della Regione Sicilia. Alla fine della mattinata, è stata presentata e firmata la Carta del Sole, il patto per lo sviluppo del solare termodinamico nell’Isola nel rispetto dell’ambiente e della vocazione dei territori.

 “Con la Carta del Sole che”, ha afferma il ministro Clini, “si propone oggi alla firma delle parti sociali, del mondo economico e imprenditoriale e dei protagonisti della politica regionale si inaugura anche un altro modo, più vicino alle esigenze dei cittadini e dei territori, per lo sviluppo di un’energia che completa il mix delle rinnovabili portando delle significative innovazioni. L’innovazione mirata alla sostenibilità – ha proseguito il ministro dell’Ambiente- è alla base delle politiche che stiamo perseguendo attraverso non soltanto strumenti normativi ma soprattutto con incentivi di mercato o di tipo fiscale, come il credito d’imposta o come i fondi rotativi, i quali facilitano l’accesso al credito per gli investimenti puliti”.

 Per Gianluigi Angelantoni, presidente di ANEST, “il potenziale del solare termodinamico è altissimo. L’obiettivo del piano energetico nazionale presentato nel 2011 è di 600 megawatt: il suo raggiungimento darebbe occupazione a 18.000 persone in fase di costruzione e a 600 in fase di gestione. E il solare termodinamico può arrivare a competere entro il 2020 con il costo del kilowattora prodotto dal petrolio, soprattutto se le aziende italiane potranno continuare a fare quello che hanno fatto finora in questo campo: innovare e brevettare nuovi sistemi più efficienti.

Autore: Economia Sicilia

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