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Crisi: Bankitalia. Nel 2012 in Sicilia si e’ acuita, bene il turismo
In Sicilia nel primo trimestre del 2012 il tasso di disoccupazione si e’ attestato al 19,5%, registrando un sensibile aumento rispetto allo stesso periodo del 2011 quando si registrava un dato del 15%. La media nazionale si attesta al 10,9%. Sempre nel primo trimestre dell’anno, l’occupazione e’ calata del 2,9%, che in termini assoluti si traduce in 41 mila unita’ di persone occupate in meno rispetto allo stesso periodo del 2011; per la prima volta gli occupati in Sicilia scendono sotto il milione 400 mila, attestandosi sul milione 392 mila. I dati sono quelli del report economico della Banca D’Italia sulla Sicilia illustrato dal direttore della sede di Palermo Giuseppe Arrica. Il bilancio e’ complessivamente negativo e non fa intravedere all’orizzonte prospettive migliori per il 2012. Secondo Arrica “Il deterioramento della crisi nazionale ed internazionale ha avuto ricadute pesanti e negative anche in Sicilia”. Lo testimoniano d’altronde le cifre che provengono dal settore industriale: nel 2011 si sono ridotti gli investimenti delle imprese siciliane del’8,4% di contro il -2,4 del 2010. La percentuale di imprese che hanno chiuso il proprio esercizio in utile si e’ ridotta nel 2011 di nove punti percentuali rispetto al 2010, arrivando al 52%. Cifre negative anche nel settore delle esportazioni che seppur aumentate del 15,5% nel primo semestre 2011, calano nell’ultimo trimestre del 2,5%. Al netto dei prodotti petroliferi che nell’isola incidono per circa il 70% il dato comunque e’ negativo e parla di una riduzione complessiva dell’1,4% a fronte di un incremento nazionale dell’11,3% e del 9% nelle regioni del meridione. Un 2011 a tinte fosche anche per l’edilizia che, secondo stime Prometeia, racconta di un calo del valore aggiunto del 4,5%. Diminuisce anche il numero di occupati nel settore. La flessione e’ in questo caso del 7,1%; stesso trend per il numero di ore lavorate denunciate dalle imprese alla Casse Edili (-11,8%). Scendono le spese per i consumi da parte delle famiglie siciliane: il 27% di queste si trova al di sotto della soglia di poverta’. Stagnante il commercio: la spesa per beni durevoli a prezzi correnti in base informazioni dell’Osservatorio Findomestic si e’ ridotta del 10,2% nel 2011. Le contrazioni maggiori hanno riguardato autovetture ed elettrodomestici. Unica luce in questo contesto riguarda il turismo, l’arrivo di turisti nell’isola e’ cresciuto del 5,1%, i pernottamenti si sono incrementati del 3,9%. Su questi dati incide per il 40% del totale la presenza di stranieri. La percentuale di imprese che hanno chiuso il proprio esercizio in utile si e’ ridotta nel 2011 di nove punti percentuali rispetto al 2010, arrivando al 52%. Cifre negative anche nel settore delle esportazioni che seppur aumentate del 15,5% nel primo semestre 2011, calano nell’ultimo trimestre del 2,5%. Al netto dei prodotti petroliferi che nell’isola incidono per circa il 70% il dato comunque e’ negativo e parla di una riduzione complessiva dell’1,4% a fronte di un incremento nazionale dell’11,3% e del 9% nelle regioni del meridione. Un 2011 a tinte fosche anche per l’edilizia che, secondo stime Prometeia, racconta di un calo del valore aggiunto del 4,5%. Diminuisce anche il numero di occupati nel settore. La flessione e’ in questo caso del 7,1%; stesso trend per il numero di ore lavorate denunciate dalle imprese alla Casse Edili (-11,8%). Scendono le spese per i consumi da parte delle famiglie siciliane: il 27% di queste si trova al di sotto della soglia di poverta’. Stagnante il commercio: la spesa per beni durevoli a prezzi correnti in base informazioni dell’Osservatorio Findomestic si e’ ridotta del 10,2% nel 2011. Le contrazioni maggiori hanno riguardato autovetture ed elettrodomestici. Unica luce in questo contesto riguarda il turismo, l’arrivo di turisti nell’isola e’ cresciuto del 5,1%, i pernottamenti si sono incrementati del 3,9%. Su questi dati incide per il 40% del totale la presenza di stranieri. La percentuale di imprese che hanno chiuso il proprio esercizio in utile si e’ ridotta nel 2011 di nove punti percentuali rispetto al 2010, arrivando al 52%. Cifre negative anche nel settore delle esportazioni che seppur aumentate del 15,5% nel primo semestre 2011, calano nell’ultimo trimestre del 2,5%. Al netto dei prodotti petroliferi che nell’isola incidono per circa il 70% il dato comunque e’ negativo e parla di una riduzione complessiva dell’1,4% a fronte di un incremento nazionale dell’11,3% e del 9% nelle regioni del meridione. Un 2011 a tinte fosche anche per l’edilizia che, secondo stime Prometeia, racconta di un calo del valore aggiunto del 4,5%. Diminuisce anche il numero di occupati nel settore. La flessione e’ in questo caso del 7,1%; stesso trend per il numero di ore lavorate denunciate dalle imprese alla Casse Edili (-11,8%). Scendono le spese per i consumi da parte delle famiglie siciliane: il 27% di queste si trova al di sotto della soglia di poverta’. Stagnante il commercio: la spesa per beni durevoli a prezzi correnti in base informazioni dell’Osservatorio Findomestic si e’ ridotta del 10,2% nel 2011. Le contrazioni maggiori hanno riguardato autovetture ed elettrodomestici. Unica luce in questo contesto riguarda il turismo, l’arrivo di turisti nell’isola e’ cresciuto del 5,1%, i pernottamenti si sono incrementati del 3,9%. Su questi dati incide per il 40% del totale la presenza di stranieri. Occhi puntati infine, nell’analisi di Bankitalia, anche sulle percentuali di spesa dei fondi europei: stando a dati provenienti dalla Ragioneria dello Stato, alla fine del 2011 la spesa certificata per il POR FESR era pari al 12% della dotazione e al 16,9% per quanto riguarda il POR FSE. (ITALPRESS)
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