Microcredito: Bcc Don Rizzo di Alcamo, nel 2011 concessi 17 mln

Nel 2011 la Banca di credito cooperativo Don Rizzo di Alcamo ha approvato 2.085 pratiche di microcredito per un importo complessivo di oltre 17 milioni di euro. Si e’ trattato soprattutto, anche se non esclusivamente, di finanziamenti rivolti alle famiglie e riguardanti spese straordinarie di tipo sanitario o per percorsi educativi o, ancora, per l’adeguamento degli alloggi al fine di ottenere il requisito di idoneita’ abitativa. Lo ha reso noto il presidente della BCC Don Rizzo di Alcamo, Giuseppe Mistretta, che ha illustrato oggi a Catania i dati della banca in materia di microcredito nel corso della giornata di studio su “Fare impresa in Sicilia” organizzata dall’Ires Cgil presso la Facolta’ di Scienze politiche. “Il microcredito – ha detto Mistretta – separa molte famiglie siciliane dalla poverta’ e molte piccole imprese dall’usura. Si tratta di uno strumento non solo utile finanziariamente ma con una forte valenza etica e sociale. I progetti di microcredito sono rivolti a quei soggetti cosiddetti ‘non bancabili’, sprovvisti, cioe’, dei requisiti per ottenere una valutazione creditizia positiva da parte dei canali finanziari tradizionali. Il microcredito riguarda finanziamenti fino a 20 mila euro ma nel 2011 circa la meta’ del totale (per la precisione 992) sono stati finanziamenti fino a 5 mila euro per un importo complessivo di 3 milioni”. “Una miriade di piccoli e piccolissimi interventi – ha aggiunto il presidente della BCC Don Rizzo di Alcamo – che hanno consentito alle famiglie interessate di superare un momento difficile senza doversi rivolgere a canali illegali di finanziamento. Le banche di credito cooperativo hanno anche questa funzione etica e infatti in tutta Italia il 55,4% delle iniziative di microcredito sono portate avanti proprio dalle BCC e riguardano, in prevalenza, le famiglie”. La banca di credito cooperativo Don Rizzo ha anche attivato alcuni progetti di microcredito – garantiti dal Fondo diocesano di garanzia – riguardanti sia famiglie che imprese come il Progetto Policoro della Conferenza episcopale italiana per promuovere l’imprenditorialita’ cooperativa giovanile e il Prestito della Speranza attivato nell’ambito dell’accordo quadro di microcredito ABI e Cei in cui le Diocesi fanno da intermediari fra quanti chiedono il credito e le banche. Anche per quel che riguarda il Prestito della Speranza a garanzia dei finanziamenti concessi interviene il Fondo della Cei. (ITALPRESS)

Autore: Economia Sicilia

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