Siracusa. La Cna lancia la mobilitazione delle imprese per il mancato accesso al credito

 Un sit-in di protesta davanti alla sede della Prefettura e la richiesta di un incontro al Prefetto, sarà l’iniziativa che nei prossimi giorni lancerà a Siracusa la CNA per manifestare contro la drammatica situazione che stanno vivendo moltissimi artigiani commercianti e piccole imprese nel siracusano, a causa dell’atteggiamento applicato dalla banche di totale chiusura di crediti  nei confronti dell’imprenditoria.

Sono tante le imprese costrette alla chiusura e alla cancellazione in provincia di Siracusa, strozzate dalla crisi e dalla rinuncia delle banche di schierarsi dalla parte delle imprese e della ripresa economica.

«La morte di una impresa – ha dichiarato il presidente provinciale di CNA Siracusa, Antonino Finocchiaro – è sempre un impoverimento per tutto il territorio. Una possibilità in meno di crescita e di rilancio, e soprattutto di vita per tante famiglie. La chiusura di una attività imprenditoriale non riguarda solo l’imprenditore, ma anche i suoi lavoratori,  le famiglie e l’intero territorio che deve farsene carico attraverso politiche sociali ormai insufficienti per l’allargamento smisurato del disagio sociale e della povertà.                                   Un dramma al quale, come stiamo vedendo,  si somma anche la scure delle riscossioni della Serit,  che sta portando alla disperazione tanti imprenditori financo al  suicidio.

E di questo – continua Finocchiaro – la responsabilità è del Governo nazionale e regionale, per la mancata attivazione di misure di sostegno alle imprese, ma anche delle banche che con grande arroganza ed egoismo, dopo essersi salvate con i soldi degli italiani e della Comunità Europea, proprio per rilanciare il sistema delle imprese, quale sistema di economia reale, quella che ancora tiene in vita questo paese, hanno voltato le spalle al mondo del lavoro.

Una situazione non più sostenibile se si considera che lo Stato e la Pubblica Amministrazione pagano i lavori delle imprese con tempi biblici, ma nel contempo svolgendo con solerzia il suo ruolo di esattore. Non è più pensabile che le imprese che non vogliono morire e vogliono investire, o i giovani che vogliono fare impresa, siano respinti dalle banche che tra l’altro, a differenza degli accordi sottoscritti, applicano interessi inaccettabili.

E allora – conclude il presidente di CNA Siracusa – non ci resta che mobilitare il mondo delle imprese, il mondo del lavoro, e tornare a rappresentare questi problemi al Governo tramite la Prefettura, per un intervento urgente, prima che l’economia di questa provincia collassi completamente».

Autore: Economia Sicilia

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