Asse Sicilia-Russia: “in rete” 80 aziende siciliane

Nel 2011 in Sicilia sono arrivati 272.000 turisti russi contro i 50.000 registrati nel 2008, visitatori che pare scelgano alberghi a quattro e cinque stelle e spendono in media 194 euro al giorno, molto più dei giapponesi (178 euro al giorno) e degli statunitensi (90 euro). Sono i dati che Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia e presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia, ha fornito in occasione del Business-Forum sui rapporti commerciali tra Russia e Sicilia, organizzato a Catania dal Consorzio Etna World Trade, con il contributo della Camera di Commercio del capoluogo etneo, dell’Associazione Conoscere Eurasia, della Provincia regionale di Catania, Enterprise Europe, e la partecipazione di Banca Intesa San Paolo, partner del Consorzio.

Non è casuale che la Sicilia guardi con crescente interesse alla Russia. E non è casuale che 80 aziende siciliane si siano “consorziate” per affrontare l’internazionalizzazione e l’esportazione dei prodotti isolani in territorio russo.

Il presidente del Consorzio Etna World Trade, Gigi Saitta, ha spiegato la mission nei rapporti con la Russia: mettere insieme in un’unica struttura consortile la produzione d’eccellenza siciliana per calamitare l’attenzione di migliaia di turisti verso la Sicilia.

“In questi due anni di attività – ha detto Saitta – il Consorzio ha selezionato le migliori aziende siciliane con un potenziale concreto per un progetto di internazionalizzazione.

Sotto il profilo tecnico – ha chiarito il presidente di Etna World Trade – il Consorzio si fa carico degli aspetti legali e logistici, contrattistica e trasporto merci, che le piccole e medie imprese siciliane non conoscono bene quando decidono di aggredire i mercati esteri”.  

Per quanto riguarda il comparto ortofrutticolo siciliano, Antonio Fallico spiega:

“Cresce l’esportazione, nel 2011 la Russia ha comprato 90 milioni di euro di prodotti contro gli 80 milioni del 2010”. Ma chiarisce: “Non sono ancora dati di cui essere contenti, dobbiamo attuare una politica dei prezzi più aggressiva e tenere presente che la concorrenza vende al 15% in meno”.

L’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Alexey Meshkov, intervenuto al forum “detta” le regole per un rapporto proficuo: “E’ importante conoscersi, stringere sinergie, avviare programmi a lunga scadenza e non limitarsi a ‘operazioni spot’ perché le realtà d’eccellenza sono particolarmente apprezzate sul mercato russo. Sul piano imprenditoriale – ha sottolineato l’Ambasciatore Meshkov – le sfide devono essere affrontate con fantasia e innovazione, con un rapporto di partenariato tra imprenditori siciliani e russi, anche se le imprese siciliane non conoscono ancora bene le caratteristiche e le potenzialità del mercato russo”.

“Nel settore del turismo – ha concluso Meshkov – la Sicilia è partita in ritardo rispetto ad altre regioni italiane, ma la dinamica è positiva e sono convinto che i dati di presenze sono destinati ad aumentare sensibilmente. Purtroppo un ostacolo attuale è l’onere del visto turistico che intendiamo abolire in tempi brevi”.

Per Matteo Masini, Vice Direttore Ufficio di Mosca dell’ICE, Istituto nazionale per il Commercio estero, quello russo è un mercato sì importante e ricco ma anche difficile. “Tra gli ostacoli – ha osservato Masini –  su tutti c’è quello della lingua: in Russia è difficile trovare chi parla italiano o inglese. I settori che più esportiamo sono sicuramente moda e arredamento, mentre il comparto alimentare è al di sotto delle sue potenzialità”.

Autore: Alessandra Bonaccorsi

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