Palermo: Osservatorio Cciaa “citta’ rischia prolungata recessione”

Le difficolta’ dell’economia palermitana sono influenzate da un ciclo macroeconomico generale che volge nuovamente verso i rischi di una prolungata recessione. E’ quanto emerge dai dati relativi al 2011 presentati oggi dall’Osservatorio Economico della provincia di Palermo, un appuntamento istituzionale che la Camera di Commercio del capoluogo siciliano realizza con continuita’ da dieci anni insieme con l’Istituto Tagliacarne. Rimanendo sul piano strettamente economico e produttivo emerge “che vi sono degli squilibri inerenti al modello di sviluppo stesso, dipendente in modo cruciale dai livelli di domanda di consumo, pubblico e privato, e molto meno dalla competitivita’ intrinseca dal lato dell’offerta”. “Un ulteriore segnale di allarme – come emerge dai dati – e’ rappresentato dalla contrazione del valore dei depositi bancari. I depositi bancari a Palermo si sono ridotti per due anni consecutivi del 5% e nel primo semestre del 2011 non vi sono sostanziali segnali di ripresa. La riduzione di depositi bancari crea una condizione di crescente fragilita’ – e’ stato reso noto – nel circuito creditizio locale ed un evidente segnale di riduzione delle scorte monetarie delle famiglie locali, che tentano di mantenere un tenore di vita sproporzionato rispetto al potenziale di crescita dell’economia e del mercato del lavoro”. Secondo il rapporto il contributo delle esportazioni e’ negativo: Palermo -3,7%, Italia + 13,4%. Il mercato del lavoro presenta disoccupati di lunga durata e sensibili difficolta’ di accesso da parte delle donne e in particolare dei giovani (tasso di disoccupazione 15-24 anni: 44,7%). “Una situazione che impone – si legge nel rapporto – una riflessione sulla sostenibilita’ intergenerazionale del modello economico provinciale e sul dinamismo di quello attuale. La fragilita’ dell’economia si riflette anche sul sistema imprenditoriale provinciale che nei primi sei mesi del 2011 perde circa 1.400 unita’ locali, per lo piu’ ditte individuali (-4,2%). L’insieme di queste dinamiche si traduce in un andamento del Pil insoddisfacente ormai da quattro anni, riportando la crescita della ricchezza prodotta in area negativa di circa mezzo punto percentuale”. “Il turismo – sempre secondo il rapporto – rimane una opportunita’ fondamentale per il territorio ricchissimo di risorse, ma nell’insieme nonostante le potenzialita’ del territorio emerge una preoccupante flessione dei flussi in ingresso fra il 2000 e il 2010 (- 20% in termini di arrivi, -23,9% di presenze, -3,8% di permanenza media). Vi sono quindi complessi problemi da affrontare in termini di politiche promozionali del territorio”. “Il problema specifico che storicamente ha penalizzato anche lo sviluppo industriale e la competitivita’ della sua agricoltura, e’ – secondo il rapporto – la cronica difficolta’ di accessibilita’, sono in parte legate all’insularita’ ma anche strettamente connessa ad un sostanziale divario infrastrutturale”. (ITALPRESS)

Autore: Economia Sicilia

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