Ragusa. Accordo Ue-Marocco, allarme di Confagricoltura

“Mentre la provincia di Ragusa e l’intera Sicilia agricola affonda, il Parlamento Europeo si appresta a lanciare un nuovo salvagente ai Paesi extracomunitari e ciò nella totale indifferenza del nostro Paese”. E’ quanto sostiene il presidente di Confagricoltura Ragusa, Sandro Gambuzza, alla vigilia dell’approvazione, da parte del Parlamento Europeo, dell’accordo commerciale bilaterale fra l’Unione europea e il Marocco per i prodotti del settore agroalimentare e della pesca. “Speriamo – sottolinea il presidente Gambuzza – che il nostro Governo, oltre ad attuare, e a caro prezzo, le riforme volute dall’Unione Europea, abbia la forza di far sospendere la

decisione, già votata dalla Commissione, che prevede l’abbattimento delle frontiere per i prodotti nord africani, ovvero per agrumi, olio, ortofrutta, fiori e prodotti ittici”. Intanto l’organizzazione degli imprenditori agricoli si è mobilitata per sensibilizzare tutti gli europarlamentari siciliani a sostenere, non solo a parole ma con i fatti, le ragioni dell’agricoltura meridionale costretta a fare i conti con costi di produzione europei e prezzi di vendita allineati a quelli dei Paesi in via di sviluppo.

“La nostra posizione – precisa il presidente di Confagricoltura Ragusa – non intende

aprire un nuovo fronte nella cosiddetta “guerra tra poveri”. Si chiede di far attuare le

stesse procedure che Bruxelles ha adottato per le importazioni di prodotti concorrenziali a quelli continentali del Nord Europa (carne, latte, ecc.)”. In questi casi la Commissione Europea ha preteso, prima della ratifica degli accordi, come per il “Mercosur” con i Paesi dell’America latina, la definizione di studi particolareggiati per valutare l’impatto economico sui prodotti comunitari. Quando si tratta di prodotti che interessano il Sud dell’Europa non esiste invece la stessa attenzione, come ad esempio la definizione dei quantitativi ed i calendari di importazione.

“Non siamo per le palizzate – conclude Gambuzza – ma per accordi bilaterali in grado di coniugare pace sociale e sviluppo tra i contraenti. Quello con il Marocco, nell’articolazione che il Parlamento si appresta ad esaminare, ci sembra invece l’ultimo esempio di svendita della nostra agricoltura”.

Autore: Economia Sicilia

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