Proteste “Forconi”, tre milioni di salari persi. Dure ripercussioni per l’occupazione e i produttori agricoli del Ragusano.

Terminati i blocchi e le proteste dei “Forconi” della scorsa settimana, adesso in provincia di Ragusa comincia la conta dei danni causati dal mancato trasporto delle derrate agricole e dai mancati conferimenti al settore lattiero caseario. Il mercato Fanello di Vittoria è al collasso dopo dieci di stop derivati dai blocchi della protesta, la merce arrivata lunedì non è stata acquistata ed è quindi destinata al macero. Di riflesso le aziende di produzione agricola segnano un calo drastico sia dei fatturati che degli ordinativi e si fa forte il rischio di vedersi sottratte fette di mercato acquisite negli anni in Italia ed Europa. I produttori segnalano che i prodotti spagnoli, venduti di solito a 0,80-0,90 euro al chilo, adesso nei mercati arrivano anche a 2,50 euro. Esempio dei danni causati dallo stop degli autotrasportatori la situazione vissuta in questi giorni dall’azienda “Colle d’Oro” di Ispica. Una grande realtà del settore che occupa 450 dipendenti fissi e 100 stagionali, con un fatturato giornaliero medio di 50mila euro. E che in questi giorni a causa del fermo di produzione e commercializzazione ha dovuto mettere a riposo forzato di una settimana circa cento dipendenti oltre a vedere bruciare circa 200mila tonnellate di derrate alimentari mandate al macero, e proprio nel periodo di maggiore produzione di primizie. Anche il settore lattiero-caseario, del quale fanno parte circa 2.000 piccoli produttori, segna il passo. Si stima che 3.000 tonnellate di latte non hanno potuto raggiungere le centrali di trasformazione, con mancati ricavi stimati in 1,8 milioni di euro per produttori e centri di trasformazione. Mentre le aziende orticole, 3.500 coltivatori diretti e 500 medie imprese, hanno visto polverizzare 35.000 tonnellate di ortaggi con mancati ricavi per 50 milioni. A questi si aggiungono le difficoltà riscontrate nel settore delle carni avicole, della produzione di uova e delle aziende florovivaistiche.

Sandro Gambuzza, presidente provinciale della camera di Commercio con diverse esperienze maturate nel settore agricolo, analizza lo stato delle cose. “Da oltre una settimana è tutto fermo: le attività agricole e quelle a esse connesse, come coltivazione, allevamento, raccolta, lavorazione, approvvigionamento, condizionamento e trasporto nei mercati e alla distribuzione, risultano del paralizzate. Inesistenti le attività nei mercati ortofrutticoli di Vittoria, Santa Croce, Donnalucata e Santa Maria del Focallo. In termini di occupazione si stima una perdita di 50.000 giornate di lavoro, per un controvalore di 3 milioni di euro di salario persi”. 

Stefano Alicata

Autore: Stefano Alicata

Condividi questo articolo su
WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com