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Sud: Barca “con piano del governo salto qualità nell’uso dei fondi”

4 gennaio 2012 

“Non un nuovo flusso di denaro pubblico, ma una crescente volonta’ collettiva di usare assai meglio di ieri un flusso che esiste, reso certo e visibile negli effetti”. Cosi’ il ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca, in una lettera al quotidiano “Il Mattino”, sintetizza la filosofia del Piano per lo Sviluppo del Mezzogiorno al quale lavora il Governo Monti. Secondo Barca “il salto di qualita’ necessario richiede che, oltre all’uso appropriato dei fondi regionali, ogni azione pubblica ordinaria si attui nel Sud tenendo conto delle particolari condizioni dell’area. Migliore qualita’ e piu’ diffuso accesso a tre servizi pubblici essenziali: scuola, giustizia e sicurezza (quest’ultima fatta di successi nel contrasto, ma anche di un piu’ forte presidio quotidiano di tipo preventivo, concentrato nei luoghi dove intensa e’ l’azione pubblica). Migliore mobilita’, soprattutto su ferro – prosegue il ministro -, attraverso reti piu’ veloci e sicure e decisa apertura alla concorrenza nel servizio di trasporto. Promozione di due servizi sociali, cura dell’infanzia e cura degli anziani, ancora piu’ rilevanti per la vita dei cittadini ora che il loro reddito disponibile e’ compresso dalle misure di rigore adottate. Progetti innovativi, fondati sulle tecnologie digitali, rivolti alle citta’, che sono a un tempo fattore primario di crescita della produttivita’ e luogo di accumulo di una forte domanda sociale. E infine singoli, puntuali progetti per la messa in sicurezza e la valorizzazione di parti fondamentali del nostro patrimonio culturale e naturale”. Inoltre “nel metodo, la strategia poggia su cinque principi, ricavati dalla diagnosi degli errori del passato: concentrazione; orientamento delle azioni a risultati misurabili e misurati in termini di qualita’ della vita; apertura delle informazioni su tempi e risultati per dare una voce forte ai cittadini organizzati; piu’ robusti presidi nazionali per indirizzare, monitorare, correggere; cooperazione rafforzata fra livelli di governo, dalla Commissione Europea, alle Regioni, alle Citta’”. Barca sottolinea inoltre la “riprogrammazione di 3,1 miliardi di euro concordata il 15 dicembre fra Governo e Regioni con il Piano di Azione Coesione” e la “contemporanea e coerente decisione, assunta con l’articolo 3 delle ‘Disposizioni urgenti’ di dicembre, di introdurre una deroga al patto di stabilita’ interno nel caso di utilizzo del cofinanziamento nazionale dei fondi comunitari”. Inoltre “nel metodo, la strategia poggia su cinque principi, ricavati dalla diagnosi degli errori del passato: concentrazione; orientamento delle azioni a risultati misurabili e misurati in termini di qualita’ della vita; apertura delle informazioni su tempi e risultati per dare una voce forte ai cittadini organizzati; piu’ robusti presidi nazionali per indirizzare, monitorare, correggere; cooperazione rafforzata fra livelli di governo, dalla Commissione Europea, alle Regioni, alle Citta’”. Barca sottolinea inoltre la “riprogrammazione di 3,1 miliardi di euro concordata il 15 dicembre fra Governo e Regioni con il Piano di Azione Coesione” e la “contemporanea e coerente decisione, assunta con l’articolo 3 delle ‘Disposizioni urgenti’ di dicembre, di introdurre una deroga al patto di stabilita’ interno nel caso di utilizzo del cofinanziamento nazionale dei fondi comunitari”. Inoltre “nel metodo, la strategia poggia su cinque principi, ricavati dalla diagnosi degli errori del passato: concentrazione; orientamento delle azioni a risultati misurabili e misurati in termini di qualita’ della vita; apertura delle informazioni su tempi e risultati per dare una voce forte ai cittadini organizzati; piu’ robusti presidi nazionali per indirizzare, monitorare, correggere; cooperazione rafforzata fra livelli di governo, dalla Commissione Europea, alle Regioni, alle Citta’”. Barca sottolinea inoltre la “riprogrammazione di 3,1 miliardi di euro concordata il 15 dicembre fra Governo e Regioni con il Piano di Azione Coesione” e la “contemporanea e coerente decisione, assunta con l’articolo 3 delle ‘Disposizioni urgenti’ di dicembre, di introdurre una deroga al patto di stabilita’ interno nel caso di utilizzo del cofinanziamento nazionale dei fondi comunitari”. (ITALPRESS).

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