Ricerca e innovazione: «il Parco Scientifico e Tecnologico si apre ai privati»

Uscire dalle quattro mura di un laboratorio per trasformare la conoscenza in risultati e l’innovazione in business. Con 40 milioni di euro di investimenti totali e 15 già destinati al triennio 2011/2013;  cinque laboratori; trenta ricercatori che non superano l’età media di 36 anni; 150 collaborazioni con Università, centri di ricerca e trasferimento tecnologico; 25 filiere e distretti di riferimento, il Parco scientifico e tecnologico della Sicilia si posiziona al centro di un sistema di valorizzazione della ricerca, pronto ad aprirsi alle piccole e medie imprese del territorio. Dalla pianta che produce plastica bio, al pane più sano fatto con lievito tutto siciliano, fino al “verjuice”, ottimo condimento biologico nostrano dal sapore di limone: «Qui lavorano ogni giorno eccellenze impegnate a fare innovazione, a coltivare un’intuizione ricavandone vantaggiosi investimenti. La nostra è una realtà completa, avviata e pronta a incrementare i risultati: grazie al ricco portafoglio progetti adesso siamo in grado di aprirci maggiormente ai privati, decidendo di ampliare la quota a loro riservata, per creare un nuovo modello di business. In poche parole puntiamo al sostegno della ricerca industriale in una logica di valorizzazione del territorio siciliano».

Un quadro promettente quello esposto dal presidente del Parco Marco Romano, che, stamattina 19 dicembre, ha accolto i tantissimi presenti (e una moltitudine di universitari) al convegno “Ricerca industriale e sviluppo del territorio: integrazione delle filiere produttive”, svoltosi nella sala conferenza della sede catanese del Parco. 
 

Dalla Regione all’Università, passando per il mondo imprenditoriale e sociale, sono state tante – e tutte di rilievo – le personalità partecipanti alla giornata di approfondimento: a dare il lori saluto anche il direttore generale Affari europei Regione Siciliana Francesco Attaguile e il direttore generale Dipartimento regionale Interventi infrastrutturali per l’Agricoltura Salvatore Barbagallo che hanno lodato le importanti attività svolte dal Parco scientifico e tecnologico «che, con le sue attività mirate, offre un grande contributo al riposizionamento della Sicilia al centro dell’economia del Mediterraneo – hanno spiegato – Direzione perseguita anche dal Governo regionale, nell’intento di uscire dall’attuale clima di scetticismo e tornare a quell’ottimismo garantito dalla professionalità».

Una posizione fortemente condivisa anche dal vicepresidente di Confindustria Catania Giuseppe Galizia, che ha riconosciuto il ruolo chiave giocato dal Parco quale unità propulsiva per l’incremento della filiera produttiva.

La giornata è proseguita con le tavole rotonde moderate da Nino Amadore, sui temi della prossima europea “strategia 2020” e sull’attualità e sostenibilità delle reti d’impresa, piani di filiera, distretti produttivi e tecnologici.

Autore: Economia Sicilia

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