Fisco: cedolare secca piace molto a Trieste, Palermo, Cagliari e Trento

 

 Il regime di tassazione della “cedolare

secca” ha attecchito soprattutto nelle Isole (80%) e nel Nord-est

(62,3%) mentre nel resto dell’Italia la media e’ di quasi 53

proprietari su 100 che l’hanno scelta stipulando nuovi contratti

(di cui oggi scade la seconda rata). A sostenerlo e’ Solo Affitti,

franchising immobiliare specializzato negli affitti con oltre 300

agenzie in tutta Italia, che ha svolto un sondaggio fra i suoi

affiliati a 8 mesi dall’entrata in vigore. La cedolare secca, che

dovrebbe portare secondo le previsioni 2,5 miliardi euro nelle

casse dello Stato entro il 2013, non sembra avere sortito gli

effetti sperati per l’emersione dei contratti d’affitto in nero.

Trieste, Palermo, Catanzaro e Cagliari sono le citta’ dove la

cedolare secca ha avuto piu’ successo per i contratti d’affitto di

nuova registrazione con 8 proprietari su 10 che hanno espresso

quest’opzione. Percentuali ben oltre la media nazionale anche a

Trento (70%) e Bari (60%). Ancona, Perugia e Potenza sono, invece,

i capoluoghi di regione dove la nuova tassazione ha avuto meno

appeal (30% dei nuovi contratti). Analizzando, poi, i contratti

d’affitto in scadenza, registrati prima dell’entrata in vigore

della cedolare secca (7/4/2011), la percentuale di rinnovi con

passaggio alla nuova tassazione e’ stata in Italia mediamente del

40,6% con punte massime del 60% a Bari, Cagliari, Catanzaro e

Palermo. Il passaggio alla nuova tassazione e’ stato, invece,

minimo a Napoli (20%) e poco gradito a Bologna, Aosta, Trento e

Trieste (30%). Alla cedolare secca – spiegano da Solo Affitti –

stanno facendo ricorso specie i proprietari che hanno piu’

immobili in locazione e di conseguenze redditi piu’ alti.

(ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

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