Catania. Confindustria, dal comitato piccola industria chieste misure per la crescita

Il comitato Piccola Industria di Confindustria Catania, presieduto da Leone La Ferla,  interviene  sulla grave emergenza economica e sociale che sta attanagliando il sistema produttivo delle piccole e medie imprese siciliane, afflitto da crisi settoriali, difficoltà di accesso al credito bancario, ritardati pagamenti da parte della pubblica amministrazione, difficoltà di ripresa degli investimenti. Problemi che richiedono un intervento urgente delle Istituzioni con l’adozione di misure che fermino l’effetto domino che si sta ripercuotendo sull’ occupazione e sulla stessa sopravvivenza delle aziende. Da qui l’articolazione  di un documento di proposte da inserire nella legge di stabilità regionale per superare la crisi e riavviare lo sviluppo.  Il documento, approvato all’unanimità dal Comitato Piccola Industria di Confindustria Catania, su proposta del vicepresidente di  Federturismo Sicilia,  Ugo Rendo, e condiviso dal presidente di Confindustria Catania, Domenico Bonaccorsi,  punta in particolare sulla necessità di contrastare la crisi finanziaria rafforzando la solidità patrimoniale delle imprese. In questo quadro si inserisce la richiesta di un impegno della Regione a facilitare la ricapitalizzazione delle imprese attraverso il ricorso a prestiti partecipativi,  sostenuti anche attraverso la concessione di finanziamenti agevolati a  copertura degli aumenti di capitale sociale realizzati dalle imprese nell’ultimo triennio.  Ma la questione prioritaria che viene rimarcata nel documento è la necessità di un intervento regionale che possa far fronte all’ ormai insostenibile  indebitamento di moltissime imprese in Sicilia nei confronti di Serit.  L’entità del debito complessivo  su poste fiscali, assicurative e previdenziali rappresenta una vera emergenza sociale. Spesso si assiste al dramma di piccole imprese che,  pur sempre in regola con i versamenti, oggi non sono più in grado di far fronte alle cartelle pendenti; cartelle emesse a fronte di debiti che, a causa dell’attuale sistema di computo degli  interessi di mora, risultano raddoppiati dopo circa cinque anni dalla data dell’accertamento. Sarebbe pertanto auspicabile, secondo gli industriali,  limitare  i costi aggiuntivi estremamente onerosi,  attraverso un intervento della Regione diretto ad abbattere quantomeno gli interessi di mora. Le proposte messe in campo dalla Piccola Industria  saranno oggetto di ulteriore approfondimento e confronto,  in occasione dell’apposita audizione che di concerto con Confindustria Sicilia  è stata chiesta alle commissioni Bilancio e Attività produttive dell’Ars. 

Autore: Economia Sicilia

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