Imprese: Italia leader in Ue per quelle “rosa”, maglia nera al Sud

Nonostante la crisi le imprenditrici resistono e fanno guadagnare all’Italia il record europeo del maggior numero di aziende “rosa”. A rilevarlo e’ l’Osservatorio sull’imprenditoria femminile, curato dall’Ufficio studi di Confartigianato, presentato alla 13^ Convention di Donne Impresa Confartigianato. Secondo l’Osservatorio, nel 2011 in Italia operano 1.531.200 imprenditrici e lavoratrici autonome. Al secondo posto la Germania con 1.383.500 imprenditrici, seguita da Regno Unito (1.176.500), Polonia (1.035.200), Spagna (912.500) e Francia (827.200). In particolare, le donne alla guida di imprese artigiane sono 368.677. Questa leadership italiana nell’Ue viene confermata anche dal peso che l’imprenditoria femminile ha sul totale delle donne occupate: in Italia e’ del 16,4%, di gran lunga superiore al 10,3% della media dell’area Euro. Confartigianato ha rilevato l’habitat migliore in Friuli Venezia Giulia che guida la classifica delle regioni con le condizioni ideali perche’ si sviluppino l’imprenditorialita’ e l’occupazione femminile. Nella zona nera della classifica regionale finiscono invece la Campania, la Sicilia e la Puglia. E tra le province con le peggiori condizioni per l’occupazione femminile si trovano Napoli, Palermo e Caltanissetta. In Italia, comunque, la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane tra le piu’ basse d’Europa. Il tasso di inattivita’ delle donne nel nostro Paese e’ del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Le cose peggiorano, e di molto, nel Mezzogiorno: la Campania, tra le 271 regioni europee, fa registrare il piu’ alto tasso di inattivita’ femminile: 68,9%. All’altro capo della classifica la Provincia autonoma di Bolzano dove il tasso di inattivita’ si dimezza al 34,9%. A livello provinciale la maglia nera va a Napoli, dove il tasso di inattivita’ delle donne sale addirittura al 72,4%. Ravenna, invece, conquista il primato positivo della provincia con la piu’ bassa percentuale di donne inattive: 30,7%. A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi e’ soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attivita’ professionali e cura della famiglia. Se fare impresa e’ sempre piu’ un’occupazione femminile, le donne si fanno largo anche in settori all’avanguardia e tradizionalmente maschili. Le imprenditrici impegnate nell’high tech formano una pattuglia di 12.261 “pioniere” che si sono avventurate in ambiti come la robotica, l’elettronica, la chimica farmaceutica, la produzione di software e di apparecchiature di alta precisione, le telecomunicazioni, la ricerca scientifica, la consulenza informatica. Le donne a capo di piccole imprese innovative sono il 22,5% del totale degli imprenditori specializzati nei settori high tech. (ITALPRESS)

Autore: Economia Sicilia

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