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E questo nonostante l'aumento dei flussi pari all'8,66% del 2010

Turismo in Sicilia, marketing da bocciare secondo Fondimpresa

14 ottobre 2011  Alessandra Bonaccorsi

Operatori più competenti in Sicilia, ma il turismo sembra non voglia decollare. Almeno stando a sentire i risultati dello stato dell’accoglienza turistica nell’Isola contenuta nello studio “Modelli di filiera, posizionamento, competitività e ciclo di vita del prodotto Sicilia” realizzato dal professore Benedetto Puglisi, docente alla Facoltà di Economia di Catania.

 Nel capoluogo etneo, a Palazzo Platamone, nel corso del convegno “Formazione, competenze e qualità nel settore turistico alberghiero”, organizzato da Fondimpresa e Civita srl, gli addetti ai lavori hanno sciorinato alcuni dati: 536 dipendenti di 35 aziende localizzate nelle province di Catania, Messina, Trapani, Siracusa e Palermo e un totale di  2.770 ore di lezione. Sono i dettagli del piano formativo “Resort – Raggiungere l’Eccellenza in Sicilia per gli Operatori del Ricettivo Turistico”. Nanda D’Amore, presidente di Civita Srl , sottolinea  risultati e profili di innovazione di Resort, “un programma di formazione continua attuato sui luoghi di lavoro coinvolgendo importanti partner pubblici come il Distretto Taormina –Etna , Ebit Sicilia, i comuni di Siracusa, San Vito Lo Capo, Taormina e la Provincia di Catania, e soggetti privati come le strutture alberghiere che hanno aderito all’iniziativa”. “A conclusione del progetto – ha dichiarato Nanda D’Amore– possiamo dire che i risultati sono soddisfacenti e rappresentano l’inizio del tanto auspicato inizio di un percorso di filiera”.

Dati a cui si associa però una constatazione non del tutto positiva. “Sicilia un mare di risorse in un deserto di attrazioni”. Sembrerebbe uno spot ma non lo è. Se, infatti, da programmi come Resort arrivano segnali positivi per il rilancio del turismo di qualità in Sicilia, “un settore che non può prescindere dalla formazione” come ha sottolineato Ugo Rendo, presidente Confindustria Sicilia Alberghi e Turismo – Sezione Alberghi di Catania, le ombre di un settore che non riesce a decollare sono state oggetto dell’analisi degli economisti Benedetto Puglisi e Paolo Loreto. “La Regione siciliana spende il doppio delle regioni settentrionali per ottenere risultati non rispondenti alle risorse investite – ha spiegato Puglisi – Il marketing turistico è discontinuo: basti pensare che per promuovere la Sicilia il brand è stato cambiato ben cinque volte negli ultimi quindici anni mentre la Spagna, uno dei nostri più agguerriti competitor, usa lo stesso logo dal 1982”.

E un allarme per i tagli alle infrastrutture isolane da parte del Governo nelle parole del segretario provinciale della Cgil Angelo Villari che ha detto: “Ci sono realtà come Civita e Fondimpresa, di cui Cgil fa parte insieme a Cisl e Uil e a Confindustria, che lavorano di concerto per il rilancio dell’economia e del lavoro lanciando una sfida alla politica sul piano del fare e poi ci sono i governi che tagliano opere come la Catania – Ragusa che tanto gioverebbe anche al turismo”.

Conclusioni di dibattito affidate a Giusi Milazzo di Obr Sicilia, l’articolazione territoriale di Fondimpresa, che riconoscendo la validità di iniziative come Resort ha auspicato, “un ulteriore innalzamento del livello della formazione professionale curata da Fondimpresa per rispondere alle richieste reali del mondo del lavoro”.

Proprio ieri, però, l’assessore regionale al Turismo, sport e spettacolo della regione siciliana, Daniele Tranchida, ha tenuto una conferenza stampa durante la quale ha detto: “Si chiude con il segno positivo il bilancio del primo semestre del 2011 del settore turistico in Sicilia. Nonostante i problemi connessi all’ondata di immigrazione e al conflitto libico che hanno fortemente penalizzato alcuni comprensori, i dati complessivi fanno registrare un incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente dell’ 8,66%, con punte che vanno da un più 77,32% di Caltagirone al +29,58% di Gela” E ha aggiunto: “Dati confortanti, confermati anche dall’incremento del traffico passeggeri negli aeroporti siciliani che, complessivamente, ha registrato un più 5,6%. Soltanto Trapani, a causa del conflitto libico e della parziale chiusura dell’area ai voli commerciali, fa registrare fra gennaio e luglio un decremento del 6,9%. Si rileva invece un aumento dell’8,6% a Catania e del 17,1% a Palermo (dati Assoeroporti)”.

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