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Sanita’: allarme Aiop Sicilia “Asp in ritardo nei pagamenti”
“Insostenibili ritardi nei pagamenti, nella quasi totalita’ delle Asp della regione, per le prestazioni sanitarie effettuate dalle case di cura accreditate, costrette a fare ricorso al sistema del credito per garantire il funzionamento delle strutture e l’assistenza ai pazienti. Una situazione di grande difficolta’ economico-finanziaria che rischia di creare la paralisi in un settore della Sanita’ siciliana, con pesanti ricadute sociali per via dell’impossibilita’ di fare fronte agli impegni contrattuali con lavoratori e fornitori. Sono a rischio i pagamenti degli stipendi dei dipendenti, dei compensi per i professionisti e delle fatture per gli acquisti di farmaci e materiale sanitario”.
Barbara Cittadini, presidente dell’Aiop Sicilia, lancia l’allarme per una condizione di malessere diffusa nella maggior parte delle province dell’Isola e chiede alla Regione un intervento affinche’ le Asp possano onorare gli impegni economici al piu’ presto. “I pagamenti per le prestazioni effettuate sono fermi a marzo in quasi tutte le province – spiega Barbara Cittadini – e le strutture si trovano in grandi difficolta’. E’ stato di gran lunga superato il termine contrattuale di 60 giorni previsto nei contratti per saldare le fatture emesse dalle case di cura. Ritardi inaccettabili che i titolari delle strutture denunciano con forza per garantire una corretta gestione delle aziende. In questi mesi si e’ tentato di fare fronte agli impegni con senso di responsabilita’ e di garantire il funzionamento delle case di cura facendo ricorso al sistema bancario, ma molte aziende hanno raggiunto il massimo dell’esposizione”.
“Una soluzione – aggiunge la presidente di Aiop Sicilia – che ha appesantito il conto economico di ogni struttura, nell’attesa di provvedimenti e di atti dovuti che non sono arrivati. Adesso e’ improcrastinabile l’individuazione di una soluzione. Le case di cura chiedono alla Regione di porre fine, con urgenza, ad una pesantissima situazione che mette a serio rischio l’attivita’ delle aziende e dei lavoratori. Le banche infatti, tenuto conto della situazione di crisi economico-finanziaria generale e delle nuove e’ piu’ stringenti regole introdotte dall’accordo ‘Basilea’, sono meno disponibili a concedere affidamenti e crediti.
Le case di cura sono strette in una morsa: da un lato sono obbligate a restituire alle banche il credito in tempi piu’ brevi e dall’altro devono continuare a far fronte alle spese e agli impegni aziendali. Se si continua cosi’, il comparto sara’ costretto a dichiarare lo stato di crisi”. (ITALPRESS).
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