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La società partecipata paritariamente dalla Sis e RFI doveva operare nel trasporto intermodale regionale

NTS SpA posta in liquidazione

11 ottobre 2011 

Il 5 ottobre 2011 presso la sede della Società Interporti Siciliani (SiS SpA) si è riunita l’Assemblea della Società NTS srl. NTS srl è partecipata al 50% da RFI SpA – Gruppo FS – e al 50% da SiS SpA. Nata nel 2007 per realizzare il progetto unitario dell’intermodalità ferroviaria siciliana, la società, pur avendo nel tempo ridotto al minimo i costi operativi, ha accumulato in 4 anni perdite per 600.000 €, palesandosi quindi la necessità di una ricapitalizzazione congrua da parte dei soci. Nel corso dell’Assemblea, il socio RFI SpA ha espresso la volontà di non ricostituire il capitale sociale, il socio SiS nella sua Assemblea tenutasi a Palermo il 4/10/2011, ha deliberato di essere di principio contrario allo scioglimento di NTS, trattandosi di un segnale inequivoco di disattenzione per il ferroviario intermodale in Sicilia.

Dato che NTS è una società paritetica, in cui le decisioni devono essere prese all’unanimità per Statuto, ed essendo il capitale attualmente sotto il minimo di legge, il rappresentante di SiS, in assemblea NTS, ha acconsentito a non ricostituire il capitale sociale.

L’assemblea ha quindi deliberato di porre in liquidazione NTS SpA, nominando come liquidatore l’attuale Amministratore Unico, Rodolfo De Dominicis e fissando un termine di 12 mesi per portare a termine la liquidazione stessa.

«In ottemperanza a quanto deliberato nell’assemblea di SiS – ha commentato Rodolfo De Dominicis – cercheremo di attivare un tavolo di concertazione ad alto livello fra FS SpA ed i Soci di SiS SpA, in primis la Regione Sicilia, in modo da verificare nel più breve tempo possibile l’esistenza di strade alternative per sviluppare il traffico ferroviario intermodale in Sicilia, che dal 2007 è crollato, non solo per la crisi mondiale che attanaglia i mercati, ma anche per l’aumento delle tariffe da parte di Trenitalia Cargo, in gran parte dovuto all’incidenza del cosiddetto “ritorno a vuoto”, oltre che dal costo strutturale dovuto al traghettamento sullo Stretto».

«La mia nomina a liquidatore, lungi dall’essere una scelta “burocratica”, sintetizza la volontà dei soci di perseguire tutte le strade per un progressivo equilibrato sviluppo delle infrastrutture intermodali della regione Sicilia ed un conseguente ritorno ai volumi di traffico del 2006 (700.000 t/anno) nel solo scalo di Catania – Bicocca. Io credo che per la politica nazionale e regionale sia arrivato il momento delle scelte definitive…. nessuno può volere contemporaneamente realizzare il ponte sullo Stretto e azzerare il traffico ferroviario merci dell’isola e, più banalmente, nessuno può rinunciare a 50mln € nel quadriennio 2011-2015, di cui 2 mln € di appannaggio di SiS SpA per attività interportuali solo a Catania».

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