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ATM Messina, le proposte dei sindacati per non liquidarla
E’ un cane che si morde la coda l’Azienda Trasporti di Messina. L’amministrazione comunale punta alla liquidazione, ma l’ipotesi non è gradita a molti, a partire dai sindacati. Per i sindacati di settore di Cgil, Uil, Orsa, Cub, Cisal e Ugl, l’ATM sarà in grado di produrre meno debiti solo se non sarà liquidata. Il modello di riferimento è quello che è successo a Catania, ma là l’azienda trasporti aveva superato abbondantemente i 100 milioni di debiti, che ha piuntato sul rilancio del servizio e fino ad oggi sembra avere vinto la scommessa. A tarpare le ali all’ATM di Messina invece, sono i trasferimenti di fondi che la Regione non eroga dal 2004 e l’ostinato rifiuto della giunta di Palazzo Zanca a non inserire i debiti della società nei bilanci. Quasi non esistessero.
“Con i trasferimenti bloccati e con il debito contratto con l’assessorato regionale Trasporti –spiegano i sindacati di categoria- l’unica strada per invertire la tendenza ed aumentare i ricavi risiede nell’aumento dei servizi e nel potenziamento della flotta. L’aumento dei mezzi in circolazione, la possibilità di intercettare nuove fasce di utenza, anche attraverso l’emissione di nuove e diversificate offerte di abbonamento indirizzate a specifici settori sociali, comporterebbe automaticamente al contempo un incremento dei passeggeri e dei ricavi ed una maggiorazione degli introiti per il riconoscimento dei maggiori chilometri percorsi. Un vero e proprio nuovo sistema della mobilità cittadina che consenta, come in qualsiasi altro capoluogo italiano, di superare finalmente le difficoltà del congestionamento del traffico derivante dall’attraversamento della città, disincentivando l’utilizzo dei mezzi privati ed abituando alla convenienza dell’offerta pubblica per raggiungere i luoghi di lavoro, di studio, e gli uffici pubblici”.
La ricetta di Cgil, Uil, Orsa, Cub, Cisal e Ugl, prevede un sistema di rete della mobilità urbana efficiente e coordinato basato su un piano parcheggi concreto e sulla pedonalizzazione di buona parte del centro della città. Cittadino. Fatto questo, che riuscirebbe ad evitare l’isolamento delle zone periferiche e a rendere sempre più conveniente l’utilizzo dei mezzi pubblici, garantendo così anche un incremento degli introiti. Attualmente infatti, mediamente circolano in città tra i 20 ed i 25 mezzi al giorno: davvero pochi per quella che è la tredicesima città d’Italia per numero di abitanti.
Sul banco degli imputati, ovviamente, la classe politica locale. “Relegare l’ATM al ruolo di azienda “assistita” -aggiungono le organizzazioni sindacali- le ha consentito da un lato di utilizzare questa struttura per propaganda elettorale ed appendice del proprio sistema, e dall’altro di negargli qualsiasi investimento. L’ATM senza programmazione e senza un contratto di servizio che regolasse i rapporti, la quantità e la qualità di prestazioni che era tenuta a garantire, è stato lo strumento a cui il Comune di Messina, spesso anche attraverso una semplice telefonata, ha continuamente fatto ricorso per ovviare alle varie emergenze., dall’ordine pubblico delle partite di calcio e fino all’incasso dei ticket per l’ecopass. Una pluralità di compiti e di sforzi al servizio della città mai contabilizzati e riconosciuti dalla proprietà comunale che, però, pesano sulle deboli spalle di una struttura, costretta a fare i conti con un bilancio sempre più decurtato”.
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