Manovra, giornata nazionale di protesta dei comuni d’Italia

 Adesione massiccia dei comuni siciliani alla giornata di protesta nazionale, indetta dall’Anci, contro gli effetti della manovra del Governo.

     Questa mattina, inoltre, circa 150 sindaci dell’Isola hanno incontrato i prefetti  sottolineando la loro astensione simbolica dalle funzioni di Ufficiali di Governo.

     L’iniziativa continuerà nel pomeriggio: in tutte le nove province siciliane, infatti, sono stati convocati  i consigli comunali aperti alla partecipazione delle parti sociali e dei cittadini.

     In particolare, a Palermo, il presidente e il segretario generale dell’AnciSicilia, Giacomo Scala e Mario Emanuele Alvano, insieme con una folta delegazione di sindaci, hanno incontrato il Prefetto, Umberto Postiglione.

     “So per esperienza diretta – ha detto il Prefetto -, dal momento che anch’io ho indossato la fascia da primo cittadino, che non è per nulla facile governare una città. Conosco le difficoltà quotidiane per far quadrare i conti e gli enormi sacrifici cui va incontro un’amministrazione per garantire i servizi essenziali alla cittadinanza in presenza di bilanci asfittici. Per quello che è in mio potere, assicuro ai sindaci un sostegno concreto e una collaborazione attiva”.

     “Quello che più ci preoccupa – ha commentato il presidente Scala – è non riuscire più a tutelare le fasce deboli della popolazione. I bilanci sono troppo squilibrati e non ci permettono sostanziali margini di manovra. Di questo, a partire dal 2013, ne risentiranno ancora di più i comuni con una popolazione compresa tra i 5000 e i 1000 abitanti. Sarà, infatti, introdotto il patto di stabilità anche per queste piccole realtà che in Sicilia sono ben 169 su 390. Ciò comporterà, quindi, un blocco totale delle spese e un azzeramento dei servizi”.

     “Le proteste dei cittadini – ha continuato Scala – saranno inevitabili, per questo motivo, a tutela dell’ordine pubblico, chiederemo un incontro anche ai questori. Ribadisco che non vogliamo, per nessun motivo, penalizzare le comunità amministrate per scelte che non riguardano il nostro governo istituzionale. Non vogliamo abbandonare al loro destino i bambini e gli anziani, ma crediamo sia nostro preciso dovere garantire loro tutta l’assistenza di cui hanno bisogno. Ma come amministratori abbiamo già raschiato il fondo del barile e non possiamo fare altro”.

     “L’incontro di questa mattina con il Prefetto – ha aggiunto il segretario generale dell’AnciSicilia, Mario Emanuele Alvano – è stato molto proficuo  e, sono sicuro, segnerà l’avvio di un fruttuoso confronto istituzionale. La protesta di oggi è solo l’inizio di un cammino che ci vedrà impegnati sul territorio anche a partire dalla prossima assemblea della nostra Associazione che si svolgerà il 22 settembre. Il nostro obiettivo è informare i cittadini, che ancora non hanno la percezione di quello che avverrà: i tagli previsti dalla manovra non solo rischiano di assottigliare di molto i servizi ma contribuiranno ad aumentare la pressione sui tributi locali”.

Autore: Economia Sicilia

Condividi questo articolo su
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com