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Ambiente: Corte conti “troppe lentezze nei piani gestionali di bonifica”

13 settembre 2011 

 ”Difficolta’ nel condurre con speditezza l’esecuzione dei progetti, cioe’ a tradurre in opere concrete la disponibilita’ delle risorse”. È quanto e’ emerso da un’indagine della Corte dei Conti sui piani gestionali per gli interventi di bonifica o messa in sicurezza ambientale di diversi Siti inquinati di interesse nazionale (Sin) e di miniere dismesse. I territori coinvolti sono in in Piemonte (Valle Bormida e Ceres), Veneto (siti di Vallone Moranzani e di Venezia-Porto Marghera), Emilia Romagna (sito di Fidenza), Friuli (Raibl-Cave del Predil), Sicilia (miniere di zolfo a Caltanissetta e siti di Milena, Muti Coffari, Racalmuto e Montedoro, Priolo-Siracusa-Augusta), Campania (sito di Bagnoli), Toscana (Piombino). I magistrati contabili hanno avviato l’indagine alla luce della “criticita’ emersa nell’andamento contabile del capitolo 7503 degli stati di previsione 2006-2009 del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare”, per via di “una rilevante presenza di risorse finanziarie non utilizzate”. La difficolta’ emersa dall’indagine “puo’ essere in non lieve misura addebitata alla complessita’ della progettazione tecnica e organizzativa degli interventi – spiega in una nota la Corte dei Conti -. Sotto il profilo della speditezza, inoltre, non sembra che l’istituto dei Commissari straordinari, ove presenti, abbia dato adeguata prova di celerita’ nella definizione e attuazione degli accordi programmatici”. “In ordine ai vari Piani gestionali, l’Amministrazione ha posto l’accento del proprio impegno sulla fase della erogazione delle spese, sembrando talvolta dare minore enfasi al controllo e al monitoraggio delle medesime, si’ che e’ stato necessario uno specifico sollecito dei relatori per ottenere dal MATTM documentazione riguardante tale aspetto – prosegue la Corte dei Conti -. Nel complesso delle vicende riguardanti i piani gestionali esaminati, si pongono in evidenza due elementi significativi: il primo costituito dalla notevole ampiezza degli intervalli temporali necessari per giungere alla definizione e alla conclusione degli interventi – che rivestono assai spesso carattere di urgenza -, il secondo dalla difficolta’, dovuta anche a fattori estranei alla disponibilita’ del MATTM, che l’Amministrazione sembrerebbe soffrire nel porre attenzione al momento, fondamentale dal punto di vista organizzativo, del monitoraggio sulla realizzazione delle opere finanziate con le risorse recate dal capitolo 7503″. “Occorre pertanto uno specifico impegno per assegnare adeguata priorita’ ai momenti del monitoraggio e del controllo strategico, tanto piu’ ora che si dispone di un corpo normativo – il dlgs 150/09 – espressamente riservato anche alla puntuale gestione del ciclo della performance amministrativa”, conclude la Corte dei Conti. (ITALPRESS).

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