Beni demaniali: via agli atti per passaggio definitivo a Regione

“Con la firma degli atti di trasferimento, avvenuta nei giorni scorsi, si conclude la serrata trattativa con lo Stato per acquisire beni archeologici e storico-artistici di inestimabile valore che arricchiscono il patrimonio dei siciliani e consentono di avviare la piena utilizzazione dei fondi europei per la loro valorizzazione. In pochi mesi siamo riusciti a passare da Commissione paritetica, Consiglio dei Ministri, Presidenza della Repubblica, ed oggi, dall’Agenzia del demanio che ha provveduto al trasferimento”.

Cosi’ l’assessore per l’Economia, Gaetano Armao, ha commentato l’avvio degli adempimenti istruttori necessari per il trasferimento dei beni che dallo Stato andranno alla Regione.

Si tratta di oltre 120 beni, in prevalenza archeologici e storico-artistici, che dopo una lunga trattativa diventano a tutti gli effetti di proprieta’ della Regione, in attuazione delle previsoni dello Statuto. Tra i piu’ rilevanti ci sono la Valle dei templi di Agrigento, l’area archeologica di Siracusa, il Palazzo dei Normanni, il parco della Favorita e il Fondo Luparello a Palermo, nonche’ la Colombaia di Trapani, per la quale si e’ richiesto ed ottenuto un decreto specifico. Da non dimenticare anche caserme e fari dislocati sul territorio regionale. Entro 10 giorni i funzionari delegati delle varie amministrazione interessate concluderanno la sottoscrizione di tutti gli atti necessari per la presa in consegna dei beni e la relativa trascrizione alla Conservatoria del Registro.

“Questa rivendicazione conclusasi positivamente per la Sicilia – ha aggiunto Armao – e’ la prova che il federalismo, anche quello demaniale, passa solo attraverso la piena attuazione delle norme dello Statuto. L’acquisizione di questi beni dimostra come, soltanto dal corretto confronto Stato-Regione, possano scaturire positivi risultati per tutti. Purtroppo, analogo approccio non e’ stato seguito per la vicenda dei beni sdemanializzati del ministero della Difesa, posti in vendita in danno della Regione.

Lo stesso avviene per i beni confiscati alla mafia, per i quali il c.d. Codice antimafia (che il Governo nazionale si accinge ad approvare domani) prevede, con evidente eccesso di delega, che la Regione e gli enti locali possano essere assegnatari solo in termini residuali, nonostante in Sicilia ci sia oltre il 45% dei beni sottoposti a confisca, defraudando cosi’ i siciliani, vessati dalla mafia prima, e dallo Stato poi.”

“Nei prossimi giorni il presidente della Regione ed il presidente dell’Ars – conclude l’assessore – procederanno all’assegnazione in uso del Palazzo dei Normanni all’Assemblea regionale”.

Autore: Economia Sicilia

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