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Denuncia della Filca Cisl

Crisi edilizia, a Messina 3 mila addetti in meno in 3 anni

29 luglio 2011  Elisabetta Raffa

La crisi dell’edilizia siciliana sembra inarrestabile. A distanza di quasi 20 anni dal terremoto di Tangentopoli che inaridì quello che sembrava un fiume in piena il calo degli appalti di opere pubbliche è costante ed inesorabile ed è costato migliaia di posti in tutta l’Isola. Nella sola provincia di Messina sono stati cancellati 3 mila addetti negli ultimi 3 anni e 500 di questi nel breve periodo compreso tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011. A pubblicare i dati il segretario generale della Filca Cisl messinese Pippo Famiano, che punta il dito anche contro l’Urega, l’Ufficio regionale che gestisce l’avvio delle gare dei lavori pubblici, accusato di avere bloccato anche i pochi appalti ancora disponibili.  

Ma il segretario generale della Filca Cisl chiama in causa anche il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca ed il presidente della Provincia Nanni Ricevuto, ai quali chiede l’attivazione immediata di un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali dell’edilizia che porti all’accelerazione dello sblocco delle opere già finanziate da tempo ed immediatamente cantierabili.  

“Se assistiamo a un ritardo nell’espletamento delle gare per la realizzazione di nuove opere -puntualizza Famiano- la responsabilità è anche dell’Urega. E’ vergognoso che in un periodo di crisi come quello che le famiglie vivono giornalmente da molti anni non solo a Messina ma in tutta la Sicilia, con al centro problemi gravi coma il precariato e la disoccupazione, l’espletamento delle gare d’appalto sia fermo da giugno dell’anno scorso. E’ arrivato il momento che l’Urega si attivi -prosegue Famiano- perché con la sua lentezza sta impedendo la ripresa del settore edile a Messina, che sta vivendo una lunga fase di agonia. Del resto, i dati della Cassa Edile provinciale sono allarmanti. Da ottobre 2010 a marzo 2011 si è registrato un decremento di circa 500 addetti. Numero questo, che si aggiunge ai circa 3 mila addetti in meno negli ultimi tre anni. E non possiamo non constatare che a tutt’oggi non si possono neanche solo ipotizzare concreti segnali di ripresa”.  

Per una volta sindacati ed imprenditori sono dalla stessa parte della barricata, visto che a confermare le accuse di Famiano è anche Nino Ricciardello, presidente di Ance Messina, la sezione di Confindustria del settore edile. “Purtroppo l’Urega non ha risposto alle nostre aspettative -dichiara Ricciardello. Ci sono pochissime gare ed è inaccettabile che anche quelle poche non siano bandite in tempi rapidi. Come costruttori riteniamo indispensabile non solo un incremento degli stanziamenti per gli investimenti destinati agli appalti pubblici, ma anche che gli uffici regionali del settore funzionino davvero. Da questo punto di vista, confidiamo di ottenere quanto prima dall’Urega delle risposte in termini di efficienza e tempismo”.

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