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Ragusa. Riforma appalti e Legge su Ibla, l’Ance sfodera la sciabola

6 maggio 2011 

Una questione fastidiosa, che potrebbe avere risvolti da non sottovalutare. Sulla mancata riforma degli appalti e sul “furto con destrezza” dei fondi della Legge su Ibla, anche l’Ance Ragusa protesta in maniera veemente. Dopo le assicurazioni che il settore delle costruzioni aveva ricevuto dall’assessore regionale Pier Carmelo Russo, circa l’inserimento in Finanziaria di un emendamento destinato a recepire il codice degli appalti in Sicilia, oltre a mettere mano al criterio di aggiudicazione non più sostenibile per le imprese sane siciliane, l’Ance Ragusa ha preso atto che nella notte dei lunghi coltelli, quella tra il 30 aprile e l’1 maggio scorsi, l’Ars, senza alcun tipo di avvisaglia, ha immediatamente capovolto le carte in tavola, cassando per intero l’emendamento e aggiungendo, invece, la beffa del ritiro dei fondi per il centro storico di Ragusa. “Siamo parecchio infastiditi da questa situazione, oltre ad essere arrabbiati con l’intera politica siciliana – dice il presidente di Ance Ragusa, Giuseppe Grassia – dal Governo all’Assemblea regionale, senza dimenticare i rappresentanti della nostra deputazione che non sono riusciti a caldeggiare questo grande cambiamento con l’inserimento di appena due righe in Finanziaria e non vigilando sull’articolato che così ha penalizzato la nostra terra. Una mancata riforma che rischia di determinare, in parte lo ha già fatto da agosto sino ad oggi, lo smantellamento di imprese strutturate che non riescono più a sostenere il criterio di aggiudicazione che, sostanzialmente, viene fatto al massimo ribasso. Abbiamo appurato come sia impossibile realizzare buone opere con ribassi che vanno oltre il trenta per cento. Eppure ci sono Amministrazioni locali, anche nella nostra provincia, che giocoforza aggiudicano lavori oltre il milione di euro con ribassi che assomigliano molto ai saldi di fine stagione piuttosto che a concreti criteri imperniati su una attenta analisi del progetto destinato a garantire la sicurezza dei lavoratori e la migliore fruizione da parte della cittadinanza dell’opera andata in appalto”. Il presidente Grassia annuncia che si sta facendo sempre più consistente la possibilità di adottare, anche a livello regionale, una serie di iniziative di protesta molto eclatanti. “Iniziative – aggiunge – che potrebbero portare a riflessi di un certo tipo anche sulle prossime elezioni amministrative, su quelle che si terranno all’Ars oltre che sulle elezioni nazionali. Il tempo del fioretto è terminato, adesso intendiamo usare la sciabola”. 

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