Sud: Pagano “a rischio mld investimenti per asse Berlino-Palermo”

“Secondo autorevoli fonti comunitarie, la decisione che stabilira’ le sorti del cosiddetto Corridoio 1 sarebbe prossima, addirittura nella settimana che va dall’11 aprile in poi. Il Corridoio plurimodale costituito dall’asse Berlino-Monaco-Verona-Palermo, finalizzato al miglioramento e all’ammodernamento delle reti transeuropee di trasporto, potrebbe, infatti, subire un drastico taglio di miliardi di euro di investimenti con l’esclusione dal progetto della Sicilia, della Calabria e della Basilicata”. Ad affermarlo in una nota e’ Alessandro Pagano, componente della Commissione Finanze della Camera.

“Presumibilmente il nuovo asse arrivera’ sino a Salerno – prosegue l’esponente del Pdl – comportando cosi’ una consistente contrazione degli investimenti per un’opera infrastrutturale di importanza strategica non solo per l’economia del Mezzogiorno, ma anche per l’intero Paese dal momento che il Mediterraneo sta diventando sempre piu’ uno dei principali nodi di inter-scambio a livello globale”.

“Nonostante il Piano per il Sud predisposto a novembre dal governo abbia confermato la piena centralita’ delle opere infrastutturali inserite nel Corridoio 1, come l’Alta velocita’ da Napoli a Palermo e il Ponte sullo Stretto, tuttavia assistiamo al diffondersi di logiche politiche che escludono il Mezzogiorno da quello sviluppo economico tanto indispensabile per l’intero Paese”.

“Sulla base di queste premesse, il sospetto che sia in atto un vero e proprio tentativo per bloccare l’intero progetto, che comprende anche l’Alta velocita’ e l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, nonche’ l’Alta velocita’ Messina-Catania-Palermo, appare piu’ che legittimo. Attraverso la presentazione di un’interpellanza urgente al presidente del Consiglio e al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti – conclude Pagano – chiediamo non solo di essere edotti in merito alla fondatezza delle decisioni che starebbero maturando in sede europea, ma intendiamo soprattutto chiedere al governo di esercitare sui competenti organi comunitari le necessarie pressioni politiche e diplomatiche al fine di ottenere il ripristino del progetto originario nonche’ le dovute coperture finanziarie”. (ITALPRESS)

Autore: Economia Sicilia

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