Ragusa. Gli eccessi del massimo ribasso, l’Ance Ragusa lancia l’allarme

“Da quando è in vigore la nuova legge regionale sugli appalti, 6 agosto 2010, che stabilisce l’aggiudicazione al massimo ribasso per gare oltre il milione di euro, assistiamo, sgomenti, a come la disperazione, causata dall’attuale crisi, spinga alcune  imprese, ammesso che talune si possano definire così, a proporre ribassi irragionevoli, irrazionali, insostenibili e, certamente, pericolosi”. Un nuovo e grave allarme, rispetto a quanto sta accadendo, viene lanciato dal presidente di Ance Ragusa, Giuseppe Grassia, secondo cui soltanto una attenta e scrupolosa valutazione delle offerte può garantire la Pubblica Amministrazione, mettendola al riparo non solo da contenziosi, ricorsi e riserve ma anche dal ritrovarsi a fare i conti con opere incompiute, nella migliore delle ipotesi, ovvero lavori non eseguiti a regola d’arte ed il proliferare del lavoro nero con assoluta assenza di tutela per la salute e la sicurezza delle maestranze impiegate.

“La medicina, cioè a dire la nuova legge, si è rivelata, come avevamo preannunciato, più pericolosa della malattia, rappresentata dalla precedente legge (implosa sul valore unico del 7,3152) – aggiunge Grassia – e adesso necessita correre ai ripari prima che sia troppo tardi. Vorremmo sapere, infatti, se un buon padre di famiglia che deve, per esempio, ristrutturare l’abitazione di un proprio figliuolo si fiderebbe mai di una impresa che offre uno sconto del 50% e, a volte, anche di più, rispetto al prezzo che ha fissato il proprio ingegnere. Delle due, quindi, l’una: o il progetto è sovradimensionato e fatto male, allora si agisce per colpa del progettista, o l’impresa non è un’impresa sana, e quindi non le si affida il lavoro. In ciascuno dei due casi il buon padre di famiglia si ferma e cerca di capire come sia possibile portare a compimento, e senza alcun rischio, lavori per 50 euro quando per la loro realizzazione ne aveva stimato 100”.

“Facciamo appello, quindi – aggiunge il presidente di Ance Ragusa – al senso di responsabilità dei nostri pubblici amministratori rilanciando una domanda: come si può affrontare una commessa quando, con scientifica certezza, i ricavi si fermeranno ben al di sotto dei costi applicando scrupolosamente le leggi ed i contratti di lavoro? Speriamo, ancora una volta, che il governatore Lombardo possa dedicarsi alla soluzione di questi, e altri, problemi che mortificano le imprese, il lavoro e la società della “sua” terra”.

Autore: Economia Sicilia

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