Libia: Confindustria Trapani “avviare percorso per riconoscimento danni”

“Superati i primi giorni di grandi tensioni che hanno coinvolto tutto il territorio della provincia, e’ arrivato il momento di iniziare a fare la conta dei danni”. Ad affermarlo e’ Davide Durante, presidente di Confindustria Trapani, in merito alle conseguenze determinate dalla chiusura dell’aeroporto di Trapani Birgi e “le ripercussioni – aggiunge – della campagna diffusa attraverso tutti i media, che fino ad oggi continuano a rappresentare un clima di guerra qui a Trapani e che ha determinato un incontenibile numero di cancellazioni delle prenotazioni da parte dei turisti che si erano gia’ organizzati per visitare il nostro territorio”.

Durante parla di “un gravissimo danno di immagine che tutti insieme dobbiamo contribuire ad eliminare, soprattutto perche’ e’ avvenuto in un momento molto delicato della stagione. Siamo quasi alle porte della festivita’ pasquali e della stagione estiva, siamo in piena fase di programmazione dell’operativo voli e a questo punto c’e’ un serio rischio di catastrofe economica”. “Posto che il problema – puntualizza – non riguarda soltanto gli operatori o i dipendenti direttamente interessati dalla chiusura dello scalo civile di Trapani-Birgi (e gia’ parliamo di oltre 150 lavoratori) ma riguarda un intero indotto, costituito da alberghi, case vacanze, ristoranti, enoturismo, piccole attivita’ commerciali nate proprio in vista dello sviluppo turistico del territorio, le attivita’ di ‘rent a car’, tassisti, e cosi’ via, e’ necessario che ognuno di questi operatori faccia un primo esame della situazione e, se lo riterra’, potra’ trasmettere questi dati alla Confindustria di Trapani in modo che si possa iniziare un percorso per il riconoscimento dei danni e per poter attivare le misure normative previste per questi casi”. “Ma soprattutto – conclude – e’ necessario far cio’ per poter trasferire al Governo l’urgenza e la non rinviabilita’ della riapertura immediata dello scalo civile dell’Aeroporto di Trapani Birgi. Qui a Trapani non c’e’ la guerra, ma se non si prendono immediatamente dei provvedimenti si rischia una seria sconfitta dal punto di vista economico”. (ITALPRESS)

Autore: Economia Sicilia

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