Dagli studenti dell’ateneo di Catania sale la richiesta di occupazione qualificata

Incrementare le opportunità  d’accesso a posti di lavoro qualificati e migliorare l’efficienza dei servizi universitari.

Sono le principali tra le istanze emerse tra gli studenti dell’ateneo di Catania dall’indagine “l’Università che vorrei”, realizzata dall’istituto di ricerche Demopolis.

L’indagine è stata presentata lo scorso venerdì nell’aula magna del rettorato etneo dal direttore di Demopolis Pietro Vento e dal rettore Antonino Recca. 

Considerato che nei prossimi anni i finanziamenti alle Università verranno distribuiti in proporzione al livello qualitativo di didattica, ricerca e servizi, quella di Catania si è messa in discussione per raccogliere il parere dei suoi studenti. Un’operazione che segue l’indagine già compiuta a settembre da Demopolis nelle sedi decentrate dell’ateneo, quelle di Siracusa e Ragusa  

Da un campione di 1.010 intervistati (402 donne e 608  uomini) è emersa una fotografia dettagliata su criticità e punti di forza dell’università catanese, che nel capoluogo conta 11 facoltà. 

Nell’ambito delle infrastrutture, le valutazioni negative si concentrano sulla diffusa inadeguatezza, in termini di numero ed equipaggiamento, delle aule. Un problema lamentato comunque soltanto nel primo anno di corso.

Nota più dolente, soprattutto per gli studenti pendolari e i fuori sede domiciliati in città, sono i servizi di trasporto pubblico e di parcheggio che insistono sull’area universitaria. A bocciarli sono stati rispettivamente il 61% e l’83% degli intervistati.  

Un dato positivo emerge, invece, dalle valutazioni su corsi di studio e professori. Il 76%  degli studenti si dichiara infatti soddisfatto della formazione ricevuta, mentre l’80% valuta con favore la competenza del corpo docente.

“Questo rilievo però non è però accompagnato dall’apprezzamento dei servizi di orientamento e tutorato erogati dall’Ateneo, evidenzia Pietro Vento. Soltanto il 19% degli studenti, infatti, se ne dichiara soddisfatto”.  

Lo stesso vale per i servizi di ristorazione: poco più di 4 studenti su 10 li valutano positivamente e meno del 30% li frequentano con regolarità.  

Viene indicato come particolarmente rischioso per il posizionamento competitivo dell’ateneo catanese nel panorama universitario nazionale, il dato relativo alle difficoltà di inserimento lavorativo paventate dagli studenti, una volta laureati.

La preoccupazione per il futuro coinvolge il 77% degli universitari. Un dato non direttamente collegato all’offerta formativa delle facoltà, ma, evidenzia lo studio di Demopolis, più dipendente dalla attuale crisi delle dinamiche occupazionali dell’area catanese, soprattutto quelle del suo tessuto produttivo.

“Le Università sono tra i punti cardine del sistema paese e non si può permettere che scivolino nella crisi, dichiara il rettore Recca. Urge aumentare la collaborazione con tutte le istituzioni, a partire dalla regione, per realizzare un modello di ateneo intergrato nel territorio e più attento alla qualità della vita degli studenti. Di certo l’attuale clima di conflitto, in Sicilia come a livello nazionale, aggrava le difficoltà”.

Sul fronte dell’inserimento dei laureati nel mondo del lavoro, per il biennio 2010-2011 l’università di Catania ha attivato 390 convenzioni di tirocinio sia aziende private attive in svariati comparti (da quello metalmeccanico, alla microelettronica, dalla progettazione industriale al settore vitivinicolo) sia con enti territoriali, ministeri e aziende sanitarie provinciali.  

Antonio Schembri

Autore: Antonio Schembri

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