Legambiente e Regione puntano sui gruppi di acquisto del solare

Un’alleanza tra regione, associazioni ambientaliste, mondo industriale e agricolo per fare della produzione fotovoltaica in Sicilia un’occasione di risparmio per imprese e famiglie. È la proposta lanciata da Legambiente in occasione della presentazione, ieri in conferenza stampa all’assessorato regionale dell’Energia, del progetto “Energie Nuove”, realizzato dall’associazione ambientalista nell’ambito del  programma generale della Regione siciliana 2009-2010 “La Sicilia
per i consumatori”.

Un’occasione per fare il punto sulle linee di sviluppo da seguire sul fronte dell’energia ricavata dal sole, mentre la regione si appresta a redigere il regolamento attuativo del Pears,  il piano energetico e ambientale varato un anno e mezzo fa.

I dati forniti da Legambiente illustrano quanto ancora la Sicilia viva, sotto il profilo energetico, uno dei suoi più grandi paradossi. Ossia il gap tra la quantità di impianti fotovoltaici installati nel suo territorio e quella già attiva in alcune regioni del nord, soprattutto Lombardia e Veneto. Mentre nell’Isola, con i suoi 300 giorni all’anno di irraggiamento solare, negli ultimi 3 anni sono stati installati soltanto 5mila impianti (tanti quanti  quelli  del Trentino-Alto Adige), in Lombardia ne funzionano già 15mila, a servizio di aziende e famiglie.

Dati che si traducono in una capacità fotovoltaica installata non superiore al 5% di quella nazionale.

Una situazione legata essenzialmente a un vuoto informativo ancora profondo tra i potenziali utenti siciliani, che ignorano i vantaggi derivanti dalla realizzazione e l’utilizzo di impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili, così come dal miglioramento dell’efficienza energetica del proprio edificio mediante tecnologie aggiornate e a basso impatto.

E’ ancora molto basso il numero delle domande presentate dai contribuenti siciliani per ottenere le detrazioni fiscali del 55% per le spese finalizzate alla riqualificazione energetica della propria casa: nel 2008 non si andava oltre il 2% rispetto al dato nazionale, ma a due anni di distanza è cambiato poco o nulla.

Le ragioni sono soprattutto la scarsa accessibilità al credito da parte delle famiglie siciliane e la farraginosità delle pratiche burocratiche d’autorizzazione.

Una tendenza da invertire.

A questo scopo Legambiente ha attivato in tutte le province siciliane appositi uffici informativi (gli eco-sportelli) gestiti da volontari dell’associazione, rivolti ai cittadini per fornire delucidazioni sull’installazione di piccoli impianti da fonti rinnovabili.

In più l’associazione ambientalista ha avviato da qualche mese la costituzione dei Gruppi di Acquisto Solare, ossia un insieme di cittadini che manifestano l’interesse a installare piccoli impianti fotovoltaici sui tetti di condomini e aziende, puntando al massimo risparmio possibile e  con la garanzia di elevati standard di funzionamento dell’impianto scelto.

Un’esperienza di cui, nell’incontro di ieri, sono stati ufficiali i primi risultati.

“Nel giro di soli 4 mesi queste aggregazioni sono state costituite in 5 province siciliane, Palermo, Agrigento, Messina, Caltanissetta e Ragusa, e hanno registrato l’adesione di 232 famiglie, spiega Tommaso Castronovo, responsabile dei ‘Gruppi di acquisto solare per Legambiente Sicilia. La potenza che verrà installata entro la fine dell’anno è di 375 kilowatt, mentre quella in progetto è pari a 1 Megawatt”. In termini economici, anche per le imprese siciliane i vantaggi sono già degni di nota. Per esempio, per quelle che hanno scelto di installare piccoli impianti fotovoltaici, l’incremento complessivo di fatturato è stato pari a 3 milioni di euro.

Numeri di certo ancora piccoli, ma, sottolineano a Legambiente, comunque indicativi di un cambio di passo che può rivoluzionare la produzione e la gestione dell’energia in Sicilia. “Oltre a importanti effetti sul piano ambientale, i gruppi di acquisto solare generano risparmi notevoli sul costo finale degli stessi impianti. Per esempio per un sistema fotovoltaico standard da 3 kilowatt, il prezzo finale, a seconda delle province di applicazione del progetto, si attesta attualmente tra i 11.500 e i 12.500 euro, iva inclusa, a fronte del prezzo di mercato, che si aggira invece sui 16mila euro”. Inoltre, aggiunge Castronovo, grazie al contributo del conto energia e al risparmio sulla bolletta, un impianto da 3 kilowatt assicura alle famiglie un rendimento annuo di circa 3mila euro per i prossimi vent’anni”.

“Adesso è il momento di cavalcare questa nuova linea, non di subirne gli effetti”, afferma Domenico Fontana, presidente regionale di Legambiente. Significa che, in pieno accordo con la regione e il mondo produttivo, queste iniziative bisogna incentivarle, perché si tratta di vere occasioni di sviluppo per la Sicilia”. Sviluppo che, puntualizza, “non si valuta soltanto dalla moltiplicazione dei Megawatt installati nel territorio, ma da come e quanto questi progetti si traducono in un ritorno di profitti che rimangono in Sicilia. Per questo la regione deve favorire la costruzione di filiere produttive nel settore fotovoltaico”.
Antonio Schembri

Autore: Antonio Schembri

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