Lavoro e futuro, tra gli scoraggiati uno su quattro è siciliano

Tra i giovani che guardano scoraggiati al futuro, uno su quattro è siciliano. A denunciarlo è Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina, che durante il Consiglio Direttivo di ieri mattina ha presentato un’analisi a 360 gradi non solo a livello locale, ma anche regionale e del Mezzogiorno. “Non ci sono misure per sostenere l’occupazione al Sud né per diminuire la disoccupazione giovanile e l’emigrazione di giovani cervelli -ha sottolineato Oceano. Non si progettano né si finanziano le infrastrutture utili ad attrarre investimenti ed insediamenti produttivi. Ed i giovani siciliani oggi detengono il triste primato dello scoraggiamento: uno su 4 non cerca nemmeno più un lavoro”. Il futuro delle nuove generazioni è uno dei temi centrali del sindacato e non a caso la Cgil ha organizzato per il 27 novembre prossimo una grande manifestazione nazionale a Roma, alla quale parteciperanno in massa ragazzi provenienti dall’intera Sicilia. “Ogni anno 250 mila giovani lasciano il Sud -aggiunge Oceano- e nonostante questo per il loro futuro non si fa nulla. Senza una scossa che riporti gli investimenti qui nel Mezzogiorno ed in Sicilia, che blocchi i tagli nelle Pubbliche Amministrazioni, nelle scuole e nelle università, senza una politica di sviluppo, il nostro territorio è destinato ad un declino inarrestabile”. Nella relazione introduttiva, il segretario generale della Cgil messinese ha elencato i dati ed i numeri (sia a livello nazionale che locale) che danno un’idea chiara della crisi che il Paese sta vivendo. A partire dal PIL, che nel 2009 ha toccato quota – 6 per cento e non è più risalito. Ma un dato significativo riguarda anche i salari netti, visto che l’Italia è al 23° posto sui 30 paesi OCSE. Ed in tema di ammortizzatori sociali, tra gennaio e ottobre la cassa integrazione ordinaria è aumentata del 44,2 per cento, quella straordinaria del 159 per cento e quella in deroga del 295 per cento. “Numeri impressionanti -conclude Oceano- soprattutto se rapportati ad una realtà già in forte difficoltà come quella del Meridione. In un quadro come questo è comprensibile che le vertenze siano sempre drammatiche e che per una che finisce bene, qui a Messina ha finalmente riaperto il Bar della Stazione Centrale con una buona tutele dei livelli occupazionali, tante altre invece vadano male con perdite occupazionali drammatiche”.

Autore: Elisabetta Raffa

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