Il florovivaismo marsalese – porte Aperte

 È stata una giornata particolarmente intensa e ricca di spunti quella di ieri a Marsala e che ha visto confrontarsi presso l’Istituto Tecnico Agrario “Abele Damiani” sui temi del “Florovivaismo e sul Piano nazionale” esperti del settore provenienti da tutta l’Italia. A Giulio Saccoccio, del Ministero Risorse Agricole e Alimentari l’onere di presentare proprio “il Piano del Settore florovivaistico 2010/2012 elaborato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali”. Un Piano che in buona sostanza come ha tenuto a precisare il dott. Giulio Saccoccio si propone: “attraverso un’analisi dettagliata della situazione in atto, delle problematiche presenti, dei suoi punti di forza e di debolezza, di individuare una serie di interventi e di linee d’azione finalizzate al potenziamento economico e produttivo di uno dei settori più forti della nostra economia al fine di esaltarne la competitività sui mercati comunitari ed internazionali. L’attuazione di questo programma – dice Saccoccio – non può prescindere dal coinvolgimento operativo delle Amministrazioni regionali cui spettano le competenze primarie in materia di agricoltura e la cui approfondita conoscenza del territorio consentirà di raggiungere con efficacia gli obiettivi prefissati”. L’obiettivo generale del Piano come ha spiegato Saccoccio: “é quello di aumentare la competitività del settore nel suo insieme,con efficaci e idonee politiche comunitarie, legislative, economiche e commerciali e, nel contempo, predisporre immediate misure di sostegno per il settore attualmente in crisi a supporto della produzione e della commercializzazione per preservare il patrimonio di capacità sia umane che tecniche e produttive, il cui impatto occupazionale è rilevante. L’obiettivo – ha proseguito il Rappresentante del Ministero – dovrà essere perseguito attraverso le necessarie azioni sinergiche con altre Istituzioni pubbliche a livello centrale, regionale e locale”. Ma ci sono anche altre priorità in questo Piano. Intanto la formazione professionale dell’operatore florovivaista, sia a livello di “formazione di base” che formazione continua. Inoltre, Ministero, Regioni e Province Autonome devono dotarsi di finanziamenti finalizzati al trasferimento più efficiente delle conoscenze dalla ricerca agli operatori, ricercando un legame più diretto tra centri di ricerca e mondo del lavoro. In tal senso devono essere previste anche azioni mirate per le singole aziende che debbono attuarsi attraverso i Piani Operativi Regionali. L’obiettivo finale è quello di stimolare una nuova coscienza negli operatori verso le innovazioni di processo e di prodotto più idonee alle specificità pedoclimatiche locali, e promuovere azioni di assistenza tecnica, che devono vedere il coinvolgimento degli Enti bilaterali, sostenuta e finanziata attraverso fondi nazionali e comunitari. Poi c’è la voce dei costi. “Il raggiungimento di una maggiore competitività del settore non può prescindere dal perseguimento di una politica di settore – dice ancora il dottor Giulio Saccoccio – mirata a ridurre i costi per unità di prodotto attraverso un’accurata analisi degli stessi finalizzata ad individuare modelli e protocolli organizzativi per la razionalizzazione della filiera; introdurre in azienda moderni sistemi di gestione dell’impresa in grado di controllare l’impiego delle risorse, di orientare le scelte di produzione in funzione del mercato e di far uso delle più idonee innovazioni finanziarie e commerciali”. C’è poi la valorizzazione delle produzioni che presupporrebbe, la definizione di uno standard minimo condiviso per le specie commercializzate a livello comunitario. La ricerca e la sperimentazione. L’analisi dimostra come il settore florovivaistico sia un settore molto attivo, capace di reagire alle nuove situazioni di mercato e che di fatto continua ad avere un trend di sviluppo crescente e con una notevole dinamismo interno nonostante la presenza di una considerevole variabilità per quanto riguarda il territorio, le specie coltivate e le tipologie produttive. Da tutto ciò ne consegue che la domanda di ricerca nel settore è particolare e complessa interessando tutti i segmenti della filiera produttiva. Per questi motivi l’obiettivo del piano è quello di creare professionalità e strutture di riferimento capaci di realizzare ed offrire sevizi ai privati soprattutto a quegli imprenditori le cui strutture non permettono loro di realizzare le innovazioni che pure sono in grado di individuare. Infine ci sono le voci che riguardano la riorganizzazione dell’offerta e della commercializzazione, comunicazione, promozione e marketing. Voci tutte importanti, se si vuole avere un settore che cammini al passo con i tempi e che incontri gli interessi del consumatore o acquirente finale. Stamane il programma ha visto a cominciare dalle 8 le visite alle tante aziende disseminate nei territori di Marsala e Petrosino, ma non solo, anche una capatina nelle cave di tufo dismesse e che alcuni floricoltori della zona hanno bonificato e dove sono stati creati dei veri Garden a cielo aperto e dei musei come quello di Santo Padre delle Perriere, visitabile da tutti. Sempre a Marsala nell’atrio del Palazzo comunale stamane ancora una volta è ritornata poi l’esposizione delle principali produzioni floricole e la dimostrazione di composizioni floreali. Oggi ancora aziende aperte a tutti dalle 8 alle 16,00 e visita ai mercati floricoli Florabella e il Contadino.

Autore: Economia Sicilia

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