Il Bds trasferisce alla Fondazione Banco di Sicilia oltre 2000 opere d’arte

Il presidente della Fondazione Banco di Sicilia, professor Giovanni Puglisi, e l’amministratore delegato del Banco di Sicilia, dottor Roberto Bertola, hanno siglato oggi a Palermo un accordo in base al quale i beni di valore fino ad ora affidati in godimento al Banco di Sicilia tornano alla Fondazione. Degli originari 6.411 beni, 1.678 rientrano alla Fondazione, mentre i restanti 4.733 restano nella disponibilità del Banco di Sicilia. A fronte di ciò, il Banco di Sicilia cede alla Fondazione 347 opere d’arte già appartenenti alle collezioni dell’ex Cassa Centrale di Risparmio Vittorio Emanuele.

Le opere cedute dal Banco di Sicilia – di notevole valore storico-artistico – andranno ad arricchire e implementare le prestigiose collezioni del Museo d’arte e Archeologia I. Mormino e saranno fruibili dal pubblico. “Sono estremamente lieto di siglare questo accordo – dichiara il presidente Puglisi – con il quale, dopo 20 anni, si giunge finalmente alla definizione di una situazione chiara e trasparente tra la Fondazione e il Banco su un tema di così grande importanza.”

 “L’accordo odierno – afferma Roberto Bertola – si colloca nel solco di una reciproca collaborazione fra la Banca e la Fondazione Banco di Sicilia che negli anni ha consentito di sviluppare diverse iniziative comuni”.

In particolare, i 347 beni ceduti alla Fondazione sono costituiti da opere pittoriche, scultoree e ceramiche di ambito italiano ed europeo, realizzate fra il XV e il XVIII secolo. Cospicua è la presenza di artisti siciliani –  principalmente di Palermo, Messina e Catania –. Un secondo gruppo di opere riguarda la cultura artistica italiana del periodo che va dalla seconda metà dell’Ottocento al Novecento. Vasta e qualificata è la presenza degli artisti, che spazia dalla scuola palermitana del Quattrocento ai Macchiaioli, fino a Francesco Lojacono.

Autore: Economia Sicilia

Condividi questo articolo su
WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com