Digitalizzazione riforma pubblica amministrazione, entro il 2011 sarà fatta: parola di Armao

Accrescere l’uso dell’innovazione digitale per snellire e rendere più trasparenti le pratiche burocratiche. E spingere sulla progettualità in materia di tecnologie informatiche per avvicinare la Pubblica Amministrazione alla società civile siciliana. In particolare al suo tessuto produttivo, costituito per oltre l’80% da piccole e micro aziende che reclamano sostegno e collaborazione, non solo dalle banche, ma anche da parte degli enti territoriali.

Sta per giocarsi lungo questo solco la rivoluzione digitale della Sicilia. Un obiettivo sul quale l’amministrazione regionale, attraverso l’assessorato all’Economia, punta in collaborazione con il Dipartimento per la digitalizzazione della P.A. e l’innovazione tecnologica, costituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri, nell’ambito del Programma operativo nazionale “Governance e assistenza tecnica”, riservato alle 4 regioni italiane del cosiddetto obiettivo Convergenza: oltre alla Sicilia, la Calabria, la Campania e la Puglia.

Degli interventi per il rafforzamento delle capacità operative degli enti territoriali attraverso nuove infrastrutture digitali, da realizzare nel triennio 2011-2013, si parla da stamane al work shop su “PA e imprese verso la strategia europea dell’innovazione”, che si tiene a Palermo, nei locali di Villa Malfitano: una due giorni animata da un qualificato parterre di soggetti di diversa estrazione, sia del settore pubblico che dell’imprenditoria privata, nella quale verranno esaminati modelli, strumenti e best practices in tre campi di riferimento: l’outsourcing del settore Ict (Information & Communication Technologies) nella Pubblica Amministrazione; la P.A. e l’innovazione delle imprese; e la specificità dell’Agenda digitale europea riguardo alle regioni meno avanzate.

“La costruzione di una piattaforma telematica idonea a velocizzare le pratiche amministrative e a garantire la trasparenza e la tracciabilità dei documenti, è la scommessa che riteniamo di vincere entro il prossimo anno per avvicinare l’amministrazione alle imprese e ai cittadini siciliani”,  ha dichiarato ieri l’assessore regionale all’economia Gaetano Armao, nel corso della conferenza stampa di presentazione del convegno.

In linea con l’ Agenda europea del digitale, l’ambizioso piano d’azione approntato dalla Commissione europea per diffondere i benefici derivanti dall’era digitale a tutte le fasce sociali, la Sicilia ha in effetti già avviato diversi interventi relativi alla introduzione o al miglioramento di servizi on line, idonei a migliorare l’azione amministrativa in più settori e potenzialmente in grado di innescare volani di sviluppo. “Tra i principali, la fornitura di servizi di e-procurement, (ovvero l’approvvigionamento telematico di tecnologie e modalità organizzative per acquisire beni e servizi tra aziende e istituzioni pubbliche, ndr), come i bandi d’appalto on line”, spiega , spiega Gloria Giglio, dirigente del Servizio Coordinamento dei Sistemi informativi presso il dipartimento regionale Bilancio e Tesoro.

“Molti altri progetti dovranno comunque realizzarsi, aggiunge Armao, sia quelli relativi all’intera struttura amministrativa regionale, sia quelli rivolti al territorio attraverso gli enti locali”. In tale contesto, si inserisce l’iniziativa legislativa volta all’applicazione del Codice dell’amministrazione digitale. “L’emanazione di tale codice, attraverso il Decreto legislativo n. 82 del 2005, ha costituito un rilevante salto di qualità, continua l’assessore all’economia. Oggi, la Regione Siciliana richiama tale codice, integrandolo con il quadro normativo regionale”. Lo strumento con cui la regione mira a sollevare cittadini e imprese dal consueto pellegrinaggio nei meandri della burocrazia, è l’articolo 5 della Finanziaria regionale, che introduce le seguenti innovazioni: la digitalizzazione dell’azione amministrativa e la diffusione delle nuove 
tecnologie, intesa come spinta all’azione amministrativa; l’utilizzo delle nuove tecnologie, contestuale alla riorganizzazione dei processi e delle strutture, che sarà oggetto di appositi 
regolamenti attuativi; e, infine, un nuovo modo di concepire i rapporti fra i cittadini, intesi come utenti di servizi e titolari di precisi interessi, e la P.A., che sarà tenuta a erogare tali servizi a misura dei bisogni degli utenti.

Secondo le indicazioni del dipartimento, nell’ultimo decennio la spesa regionale per le innovazioni informatiche ammonta a circa 400milioni di euro. Per quanto riguarda la programmazione fino al 2013 sono stati stanziati 34 milioni di euro per finanziare una ventina di progetti.

Autore: Antonio Schembri

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