Tentativo numero 2 per la metroferrovia di Messina. Corse insufficienti e biglietti troppo cari

Secondo esperimento per la metroferrovia di Messina. Definirlo un servizio a tutto tondo sarebbe piuttosto precipitoso, perché quella che nasce come una metropolitana di superficie per collegare la zona sud della città con la stazione centrale, di fatto manca di due requisiti essenziali: un intervallo di meno di mezz’ora tra una corsa e l’altra ed i collegamenti a pettine garantiti dai mezzi dell’Azienda trasporti con i villaggi tra Messina e Giampilieri. Dando un’occhiata anche superficiale agli orari, quello che salta subito agli occhi è l’illogicità delle 16 corse programmate, due in meno dell’anno scorso quando si provò a farlo partire per la prima volta. Da quella delle 6.55, si passa a quella delle 8.30. E’ evidente che gli studenti e chi deve essere sul posto di lavoro prima delle 9 sono automaticamente tagliati fuori da questo servizio. Dopo la pausa pranzo, quando la gente normale riprende a lavorare, c’è sì una corsa alle 14.55, ma quella successiva è solo alle 16.45. E anche da Messina verso Giampilieri le cose non vanno meglio. Dopo quattro corse (alle 6.10, alle 7.38, alle 10 ed alle 11.35) ne sono previste due alle 13.44 ed alle 15.40. Quindi, tutti gli studenti che non riescono a prendere il treno delle due meno un quarto e chi finisce di lavorare tra le 13.30 e le 14 in teoria dovrebbe starsene a ciondolare per quasi due ore. “Ma chi potrà mai utilizzare un orario del genere -chiede Michele Barresi, segretario della Fit Cisl di Messina- che non considera in alcun modo le esigenze di pendolari e studenti? Il numero minimo per garantire un servizio degno di questo nome è 23 corse giornaliere. In caso contrario, è un’operazione priva di senso”. Se a questo si aggiunge che i collegamenti saranno assicurati da un unico treno (un Minuetto trasferito a Messina dopo la soppressione di alcune tratte nella Sicilia Occidentale), che non è previsto un mezzo di riserva nel caso in cui si verifichino delle avarie e che l’ATM difficilmente potrà garantire collegamenti adeguati tra i villaggi e la stazione di Giampilieri visto che non riesce a gestire adeguatamente neanche il trasporto urbano, il quadro è completo. “Si tratta di un importante servizio che l’Amministrazione comunale ha fortemente voluto -replica il sindaco Buzzanca- per dare risposte concrete ed alternative al considerevole aumento del traffico veicolare privato verificatosi negli ultimi decenni”. Quello che è evidente, è che l’obiettivo di avviare un servizio metropolitano integrato è ben lontano dall’essere stato raggiunto. Ultima nota stonata, il prezzo del biglietto: 2 euro e 50 per l’andata e ritorno se si percorre la tratta completa. E le prime lamentele sono già arrivate.

Autore: Elisabetta Raffa

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