Trenitalia, ancora tagli in Sicilia

Il Contratto di Servizio tra la Regione ed il Gruppo FS è ancora un miraggio ed il trasporto ferroviario siciliano è prossimo alla paralisi. I tagli di Trenitalia che stanno per colpire la Sicilia sono la diretta conseguenza proprio del mancato accordo tra il Governo dell’Isola e le Ferrovie dello Stato. Di ufficiale non c’è ancora nulla, ma entro la fine del 2010 si prevede la cancellazione di 44 treni regionali (il 10 per cento del traffico locale) e di un taglio del 30 per cento del trasporto a lunga percorrenza tra la Sicilia ed il Continente. Ad essere cancellati saranno un Agrigento-Roma, un Siracusa-Roma ed un Intercity. Dopo i tagli degli ultimi anni (stando ai dati della Fit Cisl di Messina tra il 2006 ed il 2009 Trenitalia ha registrato la perdita di un milione e duecento mila passeggeri ed ha tagliato 10 mila corse, mentre Bluvia ha dovuto fare i conti con un crollo del già basso numero di mezzi che traghettano sulle sue navi) tutto faceva supporre un periodo di tregua, ma le previsioni non consentono di abbassare la guardia. “E’ chiaro -commenta Michele Barresi, segretario provinciale della Fit Cisl messinese- che il traffico ferroviario siciliano, già penalizzato pesantemente negli ultimi anni, arriverà alla paralisi. Tra l’altro, l’ovvia conseguenza dei tagli dei treni saranno le ulteriori riduzioni in altri settori, a partire dal collegamento del trasporto marittimo nello Stretto”. E visto che le cattive notizie non arrivano mai da sole, a Messina l’annunciato e più volte rinviato ripristino della metroferrovia (una metropolitana di superficie che dovrebbe collegare il centro della città con la zona sud) è stato rinviato ancora una volta. Il ripristino del servizio, bloccato dopo pochi mesi proprio per il mancato Contratto, garantito dopo mesi di tira e molla per il 20 settembre, è stato posticipato di una settimana. A bloccare le trattative tra la Regione e le FS la richiesta della società di Stato, che per svolgere il servizio esige 120 milioni di euro l’anno contro i 111 messi sul piatto da Lombardo. “Il Governo regionale deve prendere dalle Ferrovie lo stesso trattamento avuto da altre Regioni -dichiara Maurizio Bernava, segretario generale di Cisl Sicilia. Penso al potenziamento delle infrastrutture, alla continuità territoriale del servizio, all’incremento del trasporto locale ed alle commesse per la manutenzione e l’ammodernamento della rete. Nessuno parla più del Contratto di Servizio -avverte Bernava- e non vorrei che questo silenzio sia la spia del prevalere di logiche e di affari di piccolo cabotaggio”. Il segretario regionale della Cisl non aggiunge altro, ma non è difficile pensare a società private come la Circumetnea e la GMC di Catania. Non a caso infatti, voci sempre più insistenti non escludono che lo scoglio da superare per firmare il Contratto di Servizio sia proprio la volontà di includere nell’accordo anche la Circumetnea.

Autore: Elisabetta Raffa

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