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Radiologi siciliani in protesta: il 50% è precario

10 settembre 2010  Alessandra Bonaccorsi

I radiologi precari siciliani protestano: nei piccoli ospedali in media il 50% lavora in condizioni di precariato, e da gennaio del prossimo anno potrebbe ritrovarsi senza lavoro.

Motivi questi che li hanno spinti ad organizzare una manifestazione per denunciare quella che loro definiscono “Una situazione allarmante e preoccupante da più punti di vista: innanzitutto quello del cittadino, la cui tutela, per carenza di organico, verrebbe fortemente danneggiata, in termini di servizi efficaci, veloci e di qualità”.

Il grido d’allarme viene dal Sindacato regionale Area radiologica (Snr Sicilia). A riguardo il segretario Giuseppe Capodieci che ieri ha presenziato la manifestazione organizzata nel capoluogo etneo, sottolinea: “Abbiamo davanti uno scenario regionale contraddittorio che se da un lato vede stanziati 119 milioni di euro da parte dell’assessorato alla Salute per l’ammodernamento delle apparecchiature, cosa unica in Italia, dall’altro a questa rivoluzione tecnologica non ha fatto seguito un adeguamento delle dotazioni organiche. E come se non bastasse si aggiunge un problema di carattere nazionale visto che dal 2011 la “manovra Tremonti” prevede il taglio del 50% del costo del personale a tempo determinato nelle Amministrazioni pubbliche”.

Non nascondono la loro preoccupazione i radiologi. Uno di loro, Giambattista Privitera, si dice convinto del fatto che “la percentuale dei precari raggiunge anche punte del 75%, accade nei piccoli ospedali, per citarne alcuni Militello (3 su 4), Noto (4 su 7) e Gela (2 su 4). A Catania se ne contano 26, dislocati tra Asp e aziende ospedaliere, un quarto del totale nell’Isola. Non possiamo rimanere precari a vita. Molti di noi stanno scegliendo altre strade che portano fuori dalla Sicilia, ma che garantiscono la stabilità lavorativa”.

A fine incontro il sindacato avanza le sue richieste. “Chiediamo ai manager delle Asp e delle aziende ospedaliere siciliane – conclude il segretario regionale di trovare il coraggio di fare delle scelte, tagliando rami secchi, accorpando reparti doppione. Non pretendiamo organici faraonici, ma un adeguamento del personale al nuovo parco macchine e l’avviamento in tempi brevi dei concorsi pubblici”.

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