Regole nuove per mediatori creditizi e agenti in attività finanziaria

Sancito l’innalzamento del requisito dei livelli di professionalità dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziari, rafforzando i controlli per l’ammissione all’esercizio delle attività e introducendo anche organismi di autoregolamentazione. La riforma del Titolo V del Testo Unico Bancario va nella direzione giusta, colpisce gli improvvisati intermediari creditizi tutelando le imprese che per l’accesso al credito si rivolgono agli intermediari vigilati dalla Banca d’Italia o dagli organismi di regolamentazione. Si è voluto assicurare al consumatore finale, sia esso privato o impresa, di ottenere finanziamenti dopo aver avuto una consulenza seria e professionale. Le nuove regole sono da salutare molto positivamente perché liberano il settore dai soggetti che hanno inquinato l’immagine e la reputazione di tutto il sistema creditizio e finanziario.

Negli ultimi anni sono state numerosissime le segnalazioni di prassi scorrette da parte dei consumatori di prodotti finanziari all’Autorità di Vigilanza. In particolare è stato rilevato che la catena distributiva dei finanziamenti era molto lunga e costosa per i consumatori finali. Tale situazione era da addebitarsi alla presenza nel mercato di circa 250 mila agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi i cui adempimenti compliance erano molto alleggeriti. A richiedere un urgente riassetto del settore è stata la Banca d’Italia che a seguito dell’incorporazione dell’UIC (ufficio italiano dei cambi) si è ritrovata “in casa” queste numerosissime figure il cui accesso alla professione era demandata esclusivamente al possesso di un diploma di scuola media superiore e ad una fedina penale pulita, attestati tra l’altro da una semplice dichiarazione sostitutiva di notorietà. Ora ci sono le nuove regole. Importante  il fatto che il mediatore creditizio debba dimostrare di avere credenziali  specifiche come  l’onorabilità e la “professionalità” attestata attraverso il superamento di un apposito esame.  Viene vietata la contestuale iscrizione nell’elenco degli agenti in attività finanziaria e dei  mediatori creditizi.

Viene introdotto l’obbligo di stipulare una apposita polizza assicurativa contro i danni che l’intermediario può arrecare durante lo svolgimento della sua attività. I requisiti sono un po’ più alleggeriti per le associazioni di categoria ma solo nel caso abbiano stipulato convenzioni con banche, intermediari finanziari vigilati e CONFIDI 107, come ConfeserFidi, finalizzate a favorire l’accesso al credito delle imprese associate. Quanto precede significa affrontare maggiori costi  per  adempiere a numerosi obblighi di cui in passato non c’era praticamente molta attenzione (tra cui trasparenza, usura, antiriclaggio) Ciò detto, non si può che rilevare come nel mercato resteranno solo ed esclusivamente agenti e mediatori che svolgeranno in maniera professionale ed impeccabile la loro unica attività.

E’ necessario   ora più che mai nel nostro mondo unire efficacia ed efficienza operativa, professionalità ma anche velocità e flessibilità. Soprattutto in un periodo economico come quello attuale, che tende a fare dell’incertezza una costante per il cliente. In questo momento occorre   aumentare l’incisività sul mercato nei confronti delle banche eroganti, il che si traduce in prodotti specifici studiati per rispondere realmente alle esigenze  delle imprese associate in processi agili. Si capisce come queste figure siano state del tutto rese simili a quelle dei promotori finanziari già oggetto negli anni passati di una profonda ristrutturazione imposta dall’Autorità di vigilanza.

Autore: Economia Sicilia

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