Morti bianche, 308 le vittime da inizio anno. I dati dell’Osservatorio sulla sicurezza nei luoghi di lavoro

“Anche in estate il bollettino delle morti bianche non s’arresta” esordisce così Mauro Rossato, presidente di Vega Engineering in occasione dell’ultima indagine condotta dagli esperti dell’Osservatorio sulla sicurezza di Vega Engineering.

Stando ai dati rilevati dagli esperti in questi primi sette mesi del 2010, infatti, sono 308 le persone che hanno perso la vita al lavoro. Una media di oltre 40 morti al mese.

E ad indossare la maglia nera è ancora la Lombardia con 48 vittime, seguita dal Veneto (34), dalla Puglia (25) e dalla Sicilia (23). Anche in Campania però non va molto meglio (21 morti). Vicinissimo al podio anche il Lazio con 16 vittime del lavoro. In coda Valle D’Aosta (2), Basilicata (4), Umbria (5), Molise (5), Friuli Venezia Giulia (7) e Liguria (7).

L’agricoltura la trincea del lavoro killer. Con il 37,3 per cento dei decessi (in diminuzione rispetto al mese di giugno con il 39 per cento). A seguire troviamo il settore delle costruzioni 25,3 per cento (in aumento rispetto a giugno con il 24,5 per cento) e dei trasporti, compresi magazzinaggi e comunicazioni (10,4 per cento).

Questo mese la principale causa di morte è la caduta dall’alto con 70 casi (22,7 per cento a luglio e 21,2 per cento a giugno), seguita da ribaltamento di veicolo-mezzo semovente con 66 casi (21,4 per cento a luglio e 23,7 per cento a giugno). Ma non meno rilevanti sono i decessi provocati dalla caduta dall’alto di oggetti pesanti (12, 3 per cento) e da investimenti di mezzi (11,4 per cento).

E le analisi di Vega Engineering continuano con le fasce d’età maggiormente coinvolte dall’emergenza e la nazionalità delle vittime.

Ebbene: il 23,3 per cento delle morti bianche ha un’età compresa tra i 50 e 59 anni, il 22 per cento tra i 40 e 49 anni e 17, 0 per cento tra i 60 e i 69 anni.

Notevole, poi, anche la percentuale di vittime tra chi ha più di 70 anni (13,3 per cento).

Per quanto riguarda gli stranieri, poi, all’Osservatorio di Vega Engineering si scopre che costituiscono l’ 8,2 per cento del totale dei morti sul lavoro nei primi sette mesi dell’anno. Altrettanto inquietante il dato sulle donne: quasi raddoppiate in luglio rispetto ai primi sei mesi del 2010. Su 308 vittime 11 sono donne (erano 6 fino a giugno).

A chiudere l’indagine di Vega Engineering sono i dati delle morti sul totale della popolazione lavorativa. La situazione peggiore viene registrata in Molise con un indice di incidenza per un milione di abitanti pari a 45,0, seguita dalla Valle D’Aosta (35,7), dal Trentino Alto Adige (30,0), Abruzzo (24,3) e Calabria (23,9).

Intanto l’indice di incidenza più basso viene rilevato nel Lazio con 7,1 decessi su un milione di occupati. Vicinissima la Toscana (7,6), il Piemonte (9,1), l’Emilia Romagna (10,2). E anche in Lombardia nonostante il record in termini assoluti, l’incidenza è tra le meno elevate e pari a 11,2.

Autore: Andrea Naselli

Condividi questo articolo su
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com