Sibat Tomarchio a rischio chiusura

Fase critica per l’azienda di bevande Sibat Tomarchio di Acireale. Sta per compiere 90 anni di attività ma rischia la chiusura per presunta finita locazione dei locali dove insiste lo stabilimento. A sollevare la questione i sindacati Fai Cisl e Flai Cgil che si soffermano con preoccupazione sul futuro dei 54 dipendenti (ai quali si aggiungono una decina dell’indotto).

La vicenda ha inizio il 12 luglio: la Sibat Tomarchio manda una comunicazione alle sigle sindacali avvertendo di avere ricevuto, da parte della società immobiliare proprietaria, l’intimazione a lasciare libero l’immobile nel quale l’azienda ha gli impianti di produzione, gli uffici, il magazzino.             

Stando a sentire la comunicazione che la Sibat ha inviato ai sindacati sembrerebbe che “nonostante il contratto di affitto prevede una durata di 12 + 6 anni, la proprietà sta agendo legalmente per la restituzione dei locali al fine del primo periodo e, qualora il giudice si dovesse pronunciare a favore, i locali dovranno essere lasciati entro il 4 novembre 2011”.

E i sindacati insorgono sottolineando quanto la Sibat abbia “avuto da sempre il pregio di essere un’azienda strettamente collegata alle produzioni primarie tradizionali del territorio come l’agrumicoltura, rispettosa del consumatore, dell’ambiente e della dignità dei lavoratori e, tale  giudizio  vale, a scanso di equivoci,  sia per il lungo periodo di gestione della famiglia Tomarchio che per i quasi 11 anni della nuova proprietà”.

Pericolo da scongiurare quindi. Fai Cisl e Flai Cgil riportano tra l’altro le dichiarazioni dell’azienda che chiarisce “che sarebbe impensabile riuscire, nell’arco di pochi mesi, a riallocare altrove lo stesso stabilimento industriale”. I sindacati a questo punto chiederanno un incontro al sindaco di Acireale “perché intervenga, con tutti i mezzi a sua disposizione, per superare questa pericolosa vicenda”.

Autore: Alessandra Bonaccorsi

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