Birra Messina, una questione di etichetta

L’Antitrust dà all’Heineken sei mesi di tempo per modificare l’etichetta della “Birra Messina”. La multinazionale (proprietaria fino a dicembre del 2007 dello stabilimento dell’ex Birra Messina, venduto dalla famiglia Faranda nel 1988 e riacquistato dalla stessa poco più di due anni fa) accetta per iscritto il 7 giugno l’invito che l’Autorithy le ha inviato il 17 maggio scorso. Per circostanze sicuramente casuali, la società olandese già prima di maggio ha però messo in commercio le bottiglie di birra con la nuova etichetta. Quindi, chi da novembre acquisterà la bevanda, prodotta in Puglia ed in Lombardia e non a Messina come il nome potrebbe far pensare, troverà come unica differenza rispetto a oggi la mancanza della didascalia “dal 1923”. Prevenendo le indicazioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, già da un paio di mesi l’Heineken ha infatti provveduto a sostituire le due immagini della Triscele (nome dato dal Gruppo Faranda alla nuova società che dal 2008 produce nuovamente birra in riva allo Stretto) con la litografia di un traghetto e di un fascio di grano, la dicitura “antica ricetta” con “la nostra passione” e a dichiarare con una scritta in oro su sfondo giallo che la bevanda è prodotta in Puglia ed in provincia di Bergamo. L’unica birra prodotta in Sicilia è quella della società Triscele della famiglia Faranda, che al momento dell’acquisto dello stabilimento di cui era stata precedentemente proprietaria per oltre sessant’anni, ha dovuto lasciare alla multinazionale il marchio “Birra Messina” e produrre i due marchi “Birra del Sole” e “Patruni e Sutta”. “Le modifiche richieste dall’Antitrust non tutelano in alcun modo il consumatore -dichiara Francesco Faranda, presidente della Triscele. In molti comprano la “Birra Messina” pensando di acquistare un prodotto siciliano, ma non è così. Quando la multinazionale rilevò il nostro stabilimento, tra le prime azioni bloccò la produzione e limitò l’attività della società all’imbottigliamento. Solo da due anni, quando confidando nell’alta professionalità del personale abbiamo ricomprato lo stabilimento, è ripresa la produzione dell’unica birra siciliana”. Parzialmente soddisfatta la Confconsumatori di Messina, presieduta dall’avvocato Fulvio Capria, che alla fine del 2009 aveva fatto ricorso con la motivazione che “la Birra Messina, prodotta dal gigante Heineken, trasmetteva ai consumatori, a partire dall’etichetta, un messaggio ingannevole. La Birra Messina infatti non è prodotta a Messina né in alcun stabilimento siciliano. Lo stabilimento di produzione si trova infatti a Massafra, in Puglia e ai messinesi (il mercato di riferimento della Birra Messina è infatti esclusivamente la città dello Stretto) è venduta per locale una birra pugliese. Il nostro obiettivo -puntualizza Capria- resta quello di rimuovere dall’etichetta la dicitura “Birra Messina”.  

Elisabetta Raffa

Autore: Elisabetta Raffa

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