Palermo. Venti posti di lavoro all’Acqua Geraci. L’Azienda attende l’ok dell’Assessorato Regionale all’Energia per poter addurre altre sorgenti agli stabilimenti

L’Acqua Geraci attende il decreto dall’Assessorato Regionale all’Energia, che autorizza l’adduzione di altre sorgenti agli stabilimenti dell’azienda, per dare corso all’assunzione di venti nuovi collaboratori nell’imbottigliamento. Dopo il nulla osta di compatibilità ambientale dell’Assessorato al Territorio ed Ambiente arrivato lo scorso mese di marzo, che aveva fatto preannunciare alla Società le nuove assunzioni, la decisione è ora nelle mani dell’Autorità Mineraria che dovrà pronunciarsi in merito alla posa in opera delle tubazioni dalle contrade “Pietra Giordano”, “Dell’Occhio”, “Iazzo Scala” allo stabilimento di contrada “Parco Gentile”.  “Nonostante il Comune continua a mettersi “di traverso” con ricorsi e opposizioni all’ampliamento della concessione mineraria della “Terme”, bloccando di fatto l’azienda ma anche la nascita di altri venti posti di lavoro – afferma l’amministratore unico Giuseppe Spallina – siamo ugualmente speranzosi. Sarebbe, infatti,  una beffa per tutti, in un periodo di crisi come questo che stiamo attraversando, non consentire alla Società di espandersi e di poter assumere altro personale”. L’incremento di produttività determinato dall’utilizzazione delle altre sorgenti, che si aggiungeranno alle due che già vengono imbottigliate, imporrà all’azienda di aumentare i turni di lavoro con la conseguenza che, a regime, la “Terme” dovrà aumentare la forza lavoro di altri 20 collaboratori che si andranno ad aggiungere ad un indotto che già supera le trenta unità. Il progetto, sul quale si è già espresso positivamente l’Assessorato Territorio Ambiente, riguarda la sistemazione delle opere di presa già esistenti nelle sorgenti per adeguarle alle vigenti norme sanitarie e la posa in opera delle condotte di adduzioni lungo la rete di viabilità esistente fino allo stabilimento. Gli interventi previsti, poiché ricadono all’interno del Parco delle Madonie, saranno realizzati secondo precise indicazioni di ingegneria naturalistica e l’impatto visivo e paesaggistico è pressoché nullo. La vegetazione non verrà interessata così come non sarà coinvoltala la fauna di pregio eventualmente presente nell’area. Naturalmente, anche queste sorgenti rientrano all’interno del bacino minerario della “Terme di Geraci Siculo” riconosciuto con i decreti dell’Assessore all’Industria della Regione Sicilia del 1979 e 1984.  “Appena l’Assessorato all’Energia ci concederà il nulla osta – dichiara l’amministratore unico Giuseppe Spallina – inizieremo i lavori e subito saremo in grado di imbottigliare anche l’acqua proveniente dalle sorgenti interessate. Non sono infatti previsti aggiornamenti nella linea di imbottigliamento che è adeguata all’aumento della produttività”. La maggiore produzione, naturalmente, avrà una ricaduta non indifferente sull’intero territorio madonita e non solo, considerato che si andranno a creare 20 nuovi posti di lavoro e visto che si prevede un aumento del fatturato aziendale che oggi è di 6,7 milioni di euro. Posti di lavoro che potrebbero anche raddoppiarsi e diventare 40 se l’Azienda fosse messa, dall’amministrazione comunale, nelle condizioni di poter costruire le, ormai famose, terme. “Quaranta famiglie – conclude Giuseppe Spallina – che resterebbero a Geraci, senza contare il coinvolgimento, nei lavori di adduzione e nella costruzione del complesso termale, dell’imprenditoria edilizia del paese che potrebbe avere una boccata di ossigeno. Ma tutto ciò agli amministratori locali non interessa”.

Autore: Economia Sicilia

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