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Ad affermarlo, in un'intervista al Corriere della Sera

Rifiuti: sindaco Palermo “qui ci sono interessi mafiosi e malavitosi”

25 giugno 2010 

“Palermo non e’ una pattumiera e non c’e’ emergenza. Permangono ancora dei disservizi nella raccolta dei rifiuti, ma questa non e’ la Napoli di due anni fa. Anche se cercano di descriverla cosi’ un po’ tutti”.  Ad affermarlo, in un’intervista al Corriere della Sera e’ il sindaco del capoluogo siciliano Diego Cammarata, che replica, a coloro che gli contestavano di essersi recato in Sudafrica per la prima partita della Nazionale mentre la citta’ affondava nei rifiuti, rivendicando “il diritto a tre giorni di riposo”. “Sono stato io – spiega il primo cittadino – a lanciare un allarme sulle discariche chiedendo a Prefetto e Questore di una riunione urgente. Ho
gridato che dietro ci sono interessi mafiosi e malavitosi. Ma quando lo dice un sindaco di sinistra si solleva il mondo. Lo dico io e non succede niente”.
In riferimento all’Amia, puntualizza “ha i suoi commissari ormai da diversi mesi. E ha cominciato un risanamento che gia’ produce effetti…”A novembre abbiamo rimesso i conti a posto. Non perde piu’. E’ in pieno svolgimento un piano ritenuto idoneo dal Tribunale fallimentare”. Poi una stoccata al Consiglio comunale ” di incoscenti, che incredibilmente diminuisce la tassa dell’immondizia, la Tarsu, esponendo il bilancio a una riduzione delle entrate di 20 milioni di euro”. Ed al cronista che gli fa osservare che contro la sua manovra hanno votato parte del Pdl e gli autonomisti di Raffaele Lombardo, risponde: “Infatti di amico in quel
fuoco non c’e’ niente. E Gianfranco Micciche’ che guida un pezzo del Pdl e’ la vera opposizione.
Chi vota con Mpa e Idv si puo’ chiamare Pdl? D’altronde, il leader del Pd, Davide Faraone, con la sua doppia carica di consigliere comunale e regionale, esce dal municipio con la giacca di oppositore, fa 800 metri, entra alla Regione e vota con la maggioranza di Micciche’ e Lombardo. In questo quadro ecco tutti pronti a sparare contro il sindaco”.
In riferimento alla discarica di Bellolampo, poi puntualizza: “Da gennaio 2009 chiedo lo stato di crisi su Bellolampo. Occorrono interventi decisivi. E invece che hanno fatto? Una quinta vasca pronta da due giorni. Ma secondo il prefetto reggera’ sei mesi e secondo i commissari appena tre mesi. E io da sindaco che faccio dopo l’estate? Eh, no. La citta’ non puo’ essere vittima di un rimpallo di responsabilita’. Non sono San Sebastiano con le freccette tirate al bersaglio. Per ogni cosa che non va qui chiamano il sindaco”. “Due anni fa – aggiunge il sindaco – si doveva installare un termovalorizzatore a Bellolampo. Poi arriva il governatore Lombardo e dice no. Io non me ne intendo. Facciano pure altro. Ma varino il piano dei rifiuti regionali. Decidano. Invece
non decidono niente. E dopo un anno la montagna partorisce il topolino: la vasca che dura qualche mese. No, non sono San Sebastiano”. (ITALPRESS)

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