Le aziende siciliane non innovano. Solo il 3% investe sulla ricerca

“Arriva a stento al 3% la percentuale delle aziende presenti in Sicilia che hanno registrato un brevetto. Questo è un indicatore del livello di innovazione che c’è nella nostra Isola”. Per Mauro Iuvara, presidente dell’associazione CentoCinquanta è un buon motivo per discuterne. E lo ha fatto in occasione del convegno “L’innovazione Necessaria”, tenuto in occasione della giornata nazionale per l’innovazione, Compagnia delle Opere, in collaborazione con l’associazione CentoCinquanta e Impresa Più.

Perché questo convegno?

“Vogliamo rivolgerci alle aziende della nostra provincia per sviluppare appunto un confronto sul tema degli strumenti e delle politiche funzionali allo sviluppo dell’innovazione. La ragione del confronto risiede nella consapevolezza che saranno innovazione e creatività i campi sui quali ogni impresa giocherà la propria partita per il successo; tanto oggi, quanto nel prossimo futuro”.

Soltanto il 3% delle aziende in Sicilia registra un brevetto. Da cosa dipende?

“Dal fatto che non c’è ricerca e sviluppo”.

E mancano i finanziamenti?

“No, i finanziamenti ci sono ma non vengono utilizzati. Le imprese che investono sulla ricerca e sull’innovazione sono quelle con più di 200 addetti. Le nostre aziende in media hanno 4 o al massimo 10 addetti”.

Ma la provincia etnea ha l’Etna Valley. Quante aziende ci sono?

“Meno di 200 aziende di hi tech, molte delle quali gravitano attorno all’indotto della St. Qualcuno ha seguito la politica di delocalizzazione della St, altre stanno tentando di affrontare la crisi come possono”.

In totale quanti sono gli addetti?

“Parliamo di circa 13.000 unità di cui 5.000 per la St”.

Per i relatori del convegno la parola d’ordine sembra essere innovazione. Lo ha sottolineato Carlo Saggio, Presidente di Compagnia delle Opere, che ha chiarito che “Non puntando sull’innovazione le imprese non riusciranno ad andare avanti”; lo ha ribadito Claudio Consoli, Presidente di Impresa Più, che intende consolidare il rapporto tra le aziende della zona industriale ed il territorio, invitando le stesse a creare una rete per coordinarsi e realizzare progetti concreti anche attraverso l’Innovazione; e lo ha ripetuto anche Edoardo Lampis, direttore sviluppo e relazioni istituzionali di Filas Spa, intervenendo sul finanziamento dell’innovazione a livello nazionale ed europeo.

Ma se è vero che le piccole imprese non innovano proprio perché piccole, qual è la soluzione?

“Se un’azienda ha al suo interno tre addetti è consigliabile l’unione con altre aziende. Se invece l’azienda ha un organico di 50 addetti può già permettersi una ricerca di sviluppo interna e decidere quindi di provare ad accedere ai finanziamenti europei ed a procedere inizialmente in maniera solitaria alla distribuzione all’esterno”.

Autore: Alessandra Bonaccorsi

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